Si è spento a Messina all’età di 78 anni l’ex arbitro Tullio Lanese. Presidente dell’Aia dal 2000 al 2006, Lanese è stato uno dei più noti ed apprezzati fischietti del calcio italiano ed internazionale. Ha diretto 170 gare nel campionato di Serie A, oltre 300 partite complessivamente tra A e B. Venne scelto tra gli arbitri per le gare dei Mondiali di Italia 90.
Siciliano di Messina, Lanese era molto legato alla Città di Taormina dove si recava spesso (e vantava diversi amici, tra cui il compianto Giovanni Coco), Lanese è stato per un lungo tempo uno dei più celebri direttori di gara della Serie A. Dal 1986 al 1992 ha ricoperto la qualifica di arbitro internazionale, dirigendo in totale 38 incontri, comprese alcune partite della fase finale del campionato mondiale di calcio 1990: Brasile-Svezia 2-1 a Torino, Uruguay-Corea del Sud 1-0 a Udine, l’ottavo di finale a Napoli Camerun-Colombia (2-1 dopo i tempi supplementari). Era anche tra i papabili per la finale dell’8 luglio fra Germania e Argentina (1-0), ma alla fine fu designato il messicano Codesal Méndez.
Ha diretto, inoltre, alle Olimpiadi di Seoul nel 1988 la partita tra i padroni di casa della Corea del Sud e i futuri campioni olimpici dell’URSS, terminata a reti bianche, ai mondiali FIFA under 20 del 1989 in Arabia Saudita e la semifinale del campionato europeo di calcio 1992 Svezia-Germania (2-3). Ebbe la soddisfazione di dirigere a Bari la finale di Coppa dei Campioni 1990-1991 Stella Rossa-Olympique Marsiglia.

In ambito nazionale, tra il 1978 e il 1992 ha diretto 159 partite di Serie A, tra cui numerose “classiche” del campionato: tre Juventus-Inter, un derby di Milano, un Juventus-Milan, due Inter-Roma, 3 Milan-Roma, due derby della Lanterna e lo spareggio per l’accesso in Coppa UEFA 1987-1988 Milan-Sampdoria. Ha diretto anche due finali di Coppa Italia (1985-1986 e 1988-1989), e la finale di Supercoppa italiana del 1991.
Dopo aver ricoperto dal 1994 al 1998 il ruolo di designatore degli arbitri di serie C, è stato Presidente dell’AIA, dall’11 novembre 2000 al 14 maggio 2006. E’ stata la sua una presidenza storica, la prima dopo la riforma democratica che da allora in poi avrebbe previsto l’elezione del vertice dell’AIA e non più la nomina da parte degli organi federali. Fino al 2006 è stato osservatore degli arbitri UEFA.
“La sua era stata una presidenza storica, essendo stata la prima dopo la riforma democratica che da quel momento in poi avrebbe previsto l’elezione del vertice dell’Aia e non più la nomina da parte degli organi federali”, ricorda l’Aia in una nota.
In occasione di tutte le gare del fine settimana ed eventuali posticipi, tutti gli arbitri indosseranno il lutto al braccio.


