Fra i cascami della guerra in Ucraina ci sono le aree minate marine e terrestri che l’esercito di Kiev ha rapidamente approntato soprattutto nel mare di Odessa e nelle limitrofe spiagge. Per questo la Royal Navy britannica fornisce addestramento ai marinai ucraini all’uso di droni subaquei cacciamine che consenteno rapide bonifiche. Si tratta di siluri speciali che devono operare soprattutto nelle zone vicino al porto di Odessa. L’Ucraina riceverà un totale di sei droni autonomi per la caccia alle mine dal Regno Unito e dagli Stati Uniti. I droni utilizzano la tecnologia sonar per il rilevamwnto delle minacce esplosive sott’acqua.
Nell’avviso di Navtex ( cioè il servizio che prevede la diffusione di avvisi ai naviganti in tutto il mondo) del 18 marzo scorso si parlava di almeno 420 mine piazzate dalla marina di Kiev e questo aveva portato il governo russo a denunciare presunte violazioni da parte ucraina della convenzione de L’Aja del 1906. Le tempeste hanno disperso alcune delle mine ucraine trasformando parti del Mar Nero in una trappola. La tecnologia occidentale potrebbe consentire di far ripristinare, almeno in parte, il traffico dei cargo per l’esportazione del grano che era stato paralizzato dal blocco navale russo e dalle contromisure ucraine. La revoca del blocco all’inizio di agosto ha consentito alle navi di riprendere lentamente le esportazioni, ma il loro percorso rimane insidioso a causa della presenza di mine marine nell’area.
Fonte: Euronews


