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Taormina 2023: l’opposizione mette fretta a Passalacqua

TAORMINA – L’opposizione mette fretta a Mauro Passalacqua e spinge l’ex primo cittadino di Taormina a sciogliere in tempi stretti la riserva sulla propria disponibilità ad una possibile candidatura a sindaco alle elezioni comunali del 2023. Potrebbero diventare decisivi già i prossimi giorni per la soluzione ad un rebus che al momento tiene in scacco la definizione dell’aggregazione che dovrebbe contrapporsi tra 12 mesi all’attuale Amministrazione.

L’opposizione cerca la quadra e vorrebbe accelerare le proprie mosse in uno scenario nel quale dall’altra parte potrebbe esserci il passo indietro di Mario Bolognari e a quel punto la candidatura a sindaco praticamente certa di Mario D’Agostino.

Passalacqua non sembra avere fretta e, come detto, non vuole fare una scelta forzata. E allora potrebbe prendere quota una soluzione alternativa con l’attuale presidente del Consorzio Rete Fognante che in ogni caso vuole essere un protagonista della contesa. Passalacqua pare destinato, in sostanza, a prendere la leadership dell’aggregazione che si sta formando e se poi non dovesse essere lui a correre per la sindacatura potrebbe, comunque, dire la sua nell’eventuale scelta e l’indicazione del candidato da mettere in campo.

La missione non è semplice, anche perché tra gli altri big di quest’area c’è già chi ha fatto un passo indietro, come nel caso dell’ex vicesindaco Salvo Cilona, potrebbero presto entrare nel progetto altri nomi pesanti come Eligio Giardina, che ha rinunciato pure lui alla nomination e punta sul figlio Claudio Giardina (che potrebbe correre di nuovo per il Consiglio o magari stavolta per un’altra posizione di maggiore rilievo) e c’è Antonio D’Aveni, che potrebbe entrare a far parte di questa aggregazione anti-dagostiniana (fronte del quale evidentemente non farà parte), anche se poi bisognerà vedere con quale ruolo potrebbe arrivare l’intesa e se rinuncerà anche lui all’obiettivo della candidatura a sindaco.

I tempi si fanno stretti e l’opposizione ha bisogno di cambiare passo e chiarire il perimetro delle alleanze: si aspettano le valutazioni di Passalacqua e se alla fine non dovesse essere lui il candidato, verrà fuori la necessità di pescare un jolly dal mazzo per provare a ribaltare la storia di una campagna elettorale sin qui a dir poco travagliata. Una missione impossibile: o magari no.

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