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Taormina e il tabù della ZTL: la svolta che manca dalla notte dei tempi

La lunga estate a Taormina caratterizzata dal caldo record e dalla consueta invasione di turisti in città lascia in eredità le solite code dei mesi più affollati e la consapevolezza che il domani della capitale del turismo siciliano debba (ri)cominciare dalla previsione, concreta, di una scelta sulla quale a Taormina non si è mai avuto il coraggio di andare in fondo: istituire la Zona al traffico limitato in centro e consentire l’ingresso veicolare in centro storico ai soli residenti. Detta così già non ci sarebbe altro da aggiungere perché la ZTL a Taormina dovrebbe rappresentare l’abc della viabilità e in linea teorica metterebbe d’accordo in tanti (non tutti, perché la sinfonia dell’unanimità a Taormina rasenta l’impossibile o quasi). Non è un problema di oggi, se ne parla dalla notte dei tempi come fosse un miraggio irraggiungibile. Quasi un tabù. 

In fondo non ci sarebbe molto da tergiversare ma avere la consapevolezza che occorre osare e adottare una misura di buon senso per mettere fine al rituale del traffico che rende impossibile la circolazione in tanti momenti di luglio e agosto – ad esempio – tra Spisone e Mazzeo piuttosto che in Via Garipoli in direzione mare-monte e talvolta pure in direzione opposta. E d’altronde la prospettiva di un contrasto all’overtourism impone anche queste iniziative.

Aggiungiamoci anche elementi (in apparenza) secondari che in realtà vanno tenuti in considerazione. In particolare il “rituale” dei cittadini stranieri che arrivano in centro storico a Taormina con l’auto a noleggio sta diventando sempre di più un pericolo perché si tratta di persone spaesate, disorientate. Non conoscono la viabilità locale e spesso girano come una trottola e diventano un pericolo per se stessi e per gli altri, imboccano le strade a briglie sciolte contromano e finiscono pure per fare il rally nelle scalinate pedonali. I navigatori fanno la loro parte e la “frittata” è fatta.

E allora è il tempo della ZTL. Un discorso che sa di stagionata ovvietà ma declina una necessità assoluta, ormai praticamente ineludibile, che Taormina deve trovare il modo di mettere in atto dentro una visione armonizzata della città. Una piccola grande rivoluzione che forse all’inizio potrebbe far discutere (come tutto da queste parti e figuriamoci poi nell’era degli “scienziati” social) e non sarebbe la panacea di tutti i mali ma alla lunga si parla di una scelta strategica che può fare soltanto bene alla viabilità e alla vivibilità. Ai residenti e ai turisti stessi. Elementare Watson….

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