HomeSaluteEmodinamica, dal Report GISE all’eccellenza di Taormina: la rivoluzione della cardiologia mininvasiva

Emodinamica, dal Report GISE all’eccellenza di Taormina: la rivoluzione della cardiologia mininvasiva

L’ultimo report della Società Italiana di Cardiologia Interventistica (GISE) ha fotografato una sanità italiana in forte accelerazione sul fronte della medicina mininvasiva. I dati nazionali mostrano una crescita straordinaria delle procedure a cuore battente, trainate soprattutto dal boom degli interventi di TAVI (l’impianto percutaneo della valvola aortica), che hanno fatto registrare un incremento del +10,8%. Questa evoluzione tecnologica sta progressivamente riducendo la necessità di ricorrere alla chirurgia tradizionale a cuore aperto, garantendo tempi di recupero rapidi e risposte immediate anche per i soggetti più fragili.

Il dinamismo emerso dal bilancio nazionale trova una delle sue massime espressioni territoriali in Sicilia, dove la rete cardiologica sta investendo con decisione sul potenziamento della qualità clinica e della sicurezza del paziente. All’interno di questo scenario di forte sviluppo, si pongono realtà sanitarie di sicuro livello come, al Sud, nel caso dell’Unità Operativa Semplice Dipartimentale (U.O.S.D.) di Emodinamica dell’ospedale “San Vincenzo” di Taormina, che fa riferimento all’Asp Messina e con il supporto dei vertici dell’azienda attualmente sovrintesa dal manager Giuseppe Cuccì si è imposta a pieno titolo come una delle eccellenze italiane nel settore della cardiologia interventistica. Il centro rappresenta un baluardo nella gestione delle patologie cardiovascolari acute e croniche, servendo capillarmente l’intera provincia di Messina ma anche attirando pazienti da ogni parte dell’Isola.

Cresciuta costantemente sotto la guida del responsabile dott. Giuseppe Cinnirella, la struttura di Taormina si è progressivamente affermata come un centro di riferimento nell’interventistica strutturale cardiaca. La specializzazione del reparto permette di affrontare patologie complesse attraverso accessi vascolari millimetrici, offrendo opzioni terapeutiche avanzate in alternativa alla cardiochirurgia tradizionale. Questo posizionamento strategico ha consentito al “San Vincenzo” di ridurre drasticamente la mobilità passiva verso le altre regioni d’Italia, offrendo standard di cura di livello internazionale a chilometro zero.

Il vero salto di qualità che ha consacrato la UOSD di Emodinamica di Taormina a polo d’eccellenza multidisciplinare è legato alla capacità di eseguire trattamenti all’avanguardia con procedure caratterizzate dall’evoluzione delle strumentazioni e dei materiali, ma ancor prima per via di una medicina di precisione posta in essere con estrema meticolosità. E ciò consente di praticare, in particolare, iter come un’angioplastica in tempi molto brevi e con ottimi risultati.

Il successo della struttura siciliana risiede nella capacità di coniugare le tecnologie di ultima generazione con una forte integrazione multidisciplinare e un solido lavoro di squadra. All’interno del “San Vincenzo”, cardiologi interventisti, ecocardiografisti, infermieri e tecnici di radiologia operano tutti in perfetta sinergia per garantire una presa in carico totale e immediata. Questo modello organizzativo permette all’ospedale di funzionare come Hub salvavita nella rete per l’infarto miocardico acuto, assicurando interventi tempestivi di angioplastica coronarica in regime di emergenza H24.

Il percorso virtuoso intrapreso dall’Emodinamica di Taormina dimostra come la sanità del Mezzogiorno sappia esprimere realtà di primissimo piano, capaci di recepire e anticipare i trend tracciati dai registri nazionali del GISE. Il costante incremento dei volumi di attività e la progressiva espansione verso tecniche sempre più avanzate pongono il presidio ospedaliero in prima linea nell’innovazione biomedica. La capacità apprezzata dall’utenza è quella di saper garantire ai cittadini trattamenti cardiologici certi, moderni e tempestivi.

L’Emodinamica a Taormina, come evidenziato di recente a TN24 dal primario, il dott. Cinnirella, tra l’altro è considerata al top nel contesto sanitario nazionale nel trattamento dell’embolia polmonare: “In questo momento c’è un trattamento che ci rende unici in Italia, e mi riferisco alla cura dell’embolia polmonare che è una patologia grave. Parliamo di una ostruzione trombotica dei rami polmonari, casi nei quali il paziente non respira più e bisogna intervenire subito. In passato si interveniva attraverso i farmaci, ma la cura farmacologica non può riguardare tutti i pazienti e oggi invece entriamo direttamente i polmoni e preleviamo il trombo con delle tecniche molto efficaci, e qui dobbiamo ringraziare la direzione strategica che ci mette nelle condizioni di effettuare questo trattamento”.

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