TAORMINA – I gruppi consiliari di opposizione, “Rinascimento Taormina” e “Impegno civico per Taormina” hanno diffuso una nota sull’esito della seduta di Consiglio comunale del 28 luglio scorso, prosecuzione della precedente seduta del 27 luglio che era stata sospesa per mancanza di numero legale.
“Le due delibere approvate dalla maggioranza nella seduta del 28 luglio – scrivono i due gruppi – sono le due facce della stessa operazione politica: prima si aumentano parcheggi e funivia per recuperare denaro dagli utenti, poi si approva uno Statuto che riduce il controllo puntuale del Consiglio comunale sulle future decisioni di ASM. Il significato è evidente: l’Amministrazione De Luca presenta il conto della propria gestione a cittadini, lavoratori e visitatori e, contemporaneamente, sottrae al confronto consiliare una parte rilevante delle prossime scelte dell’Azienda”.
“La maggioranza ha approvato gli aumenti senza sapere – o senza dire – quanto ASM preveda di incassare. Nella delibera non compare un solo numero sull’impatto economico complessivo della manovra, né viene spiegato in che misura le maggiori entrate dovrebbero incidere sugli equilibri dell’Azienda. Il Consiglio è stato chiamato a votare al buio, senza una variazione del Bilancio di previsione e senza disporre del Bilancio di esercizio 2025, che avrebbe dovuto essere approvato entro il 30 aprile 2026 e depositato entro il 31 maggio. Si aumentano quindi le tariffe prima di presentare un quadro aggiornato e completo dei conti. La revisione, inoltre, non costruisce una politica tariffaria organica, ma interviene soltanto su alcuni punti, lasciando irrisolti abbonamenti, pendolari, trasporto pubblico e coordinamento tra i diversi servizi“.
“Il dato che la maggioranza non può nascondere è il crollo della cassa di ASM. In tre anni la disponibilità finanziaria si è ridotta di circa 3,5 milioni di euro: da circa 3 milioni di euro a fine luglio di tre anni fa, a circa 1 milione lo scorso anno, fino all’attuale ricorso all’anticipazione bancaria. Al 27 luglio i conti correnti risultano a saldo zero e ASM ha già utilizzato 510.283,66 euro di anticipazione. Non siamo davanti a una normale oscillazione finanziaria, ma al progressivo consumo della liquidità dell’Azienda durante gli anni dell’Amministrazione De Luca. (Estratto conto trasmesso da ASM via PEC, prot. n. 7515 del 28 luglio 2026, a seguito della richiesta formulata dal consigliere Nunzio Corvaia). Questi aumenti non sono una politica della mobilità e non sono una strategia turistica: sono una manovra di cassa resa necessaria dal deterioramento finanziario di ASM. Non si può coprire il risultato di questa gestione aumentando parcheggi e funivia”, dichiarano i capigruppo Luca Manuli e Marcello Passalacqua.
“La delibera introduce aumenti rilevanti per parcheggi e funivia, in molti casi tra il 30 e il 50 per cento e con punte superiori al 150 per cento, dopo gli incrementi già approvati nel 2023. Non contiene una valutazione delle ricadute su turismo, operatori economici, pendolari e competitività della destinazione“.
“Lo sconto per i residenti è stato utilizzato come diversivo politico. La maggioranza lo ha introdotto con un emendamento dell’ultimo momento, soltanto dopo che l’opposizione aveva evidenziato pubblicamente le criticità della proposta. Un correttivo limitato, che non cambia la natura della manovra e riguarda una voce dalla quale deriva appena l’1,5 per cento circa dei ricavi complessivi dei parcheggi. Si è concesso poco dove l’impatto sui conti è marginale, per tentare di nascondere aumenti molto più pesanti sul resto del sistema tariffario”.
“Alla manovra tariffaria si affianca un nuovo Statuto che riduce sensibilmente le competenze e il controllo puntuale del Consiglio comunale. Nel testo precedente, il CdA proponeva all’Aula i criteri generali per la determinazione e l’adeguamento delle tariffe e poteva applicare le singole tariffe soltanto sulla base dei criteri approvati dal Consiglio. Nel nuovo Statuto questo procedimento espresso scompare: per parcheggi, funivia e altri servizi non regolati non è più previsto uno specifico passaggio consiliare preventivo sui criteri e sulle singole tariffe, restando soltanto il più generale indirizzo sulle politiche tariffarie contenuto nel Piano Programma”.
“La sequenza è politicamente gravissima: prima la maggioranza approva aumenti privi di una vera istruttoria economica, poi cancella dallo Statuto il procedimento che obbligava a riportare in Consiglio i criteri e le singole tariffe. Non è una semplificazione amministrativa: è una precisa scelta di concentrare le decisioni e ridurre il controllo democratico. Più soldi prelevati dalle tasche degli utenti, meno possibilità per il Consiglio di verificare e fermare le prossime operazioni tariffarie”, proseguono Manuli e Passalacqua.
“Queste delibere – concludono i gruppi consiliari di opposizione – non salvano ASM: fanno pagare agli utenti il deterioramento dei suoi conti e rendono più difficile controllare le decisioni future. L’Amministrazione De Luca si assume una responsabilità politica inequivocabile: dopo avere consumato la liquidità accumulata dall’Azienda, aumenta parcheggi e funivia e riduce il ruolo del Consiglio comunale. Cittadini, lavoratori e visitatori pagheranno di più; chi governa ASM sarà sottoposto a meno controlli. È questo il vero contenuto delle delibere approvate il 28 luglio”.


