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La Vardera: “Mi definisco l’anti-Vannacci. In Sicilia noi il primo partito con il 20%”

Ismaele La Vardera ha rilasciato un’intervista a FanPage in cui allontana l’ipotesi di un suo passo indietro nella corsa alla Presidenza della Regione e conferma di essere candidato nella corsa alla successione di Renato Schifani che culminerà con le elezioni del 2027.

Gli chiedono se resterà in campo alla guida dalla Regione e l’ex iena, oggi leader di Controcorrente, ha risposto così: “Se in Sicilia siamo primo partito con il 20% a livello nazionale questo consenso equivale all’1%”, è il ragionamento che fa La Vardera. “Tutti i partiti nazionali hanno interesse in questo momento a cooptare il nostro movimento. Ma io non mi voglio tirare indietro, perché ho messo su un movimento che è stato in grado di far tornare la gente a votare. Per questo, soprattutto dopo quello che è accaduto ad Agrigento, credo di essere il candidato migliore. Il voto che ci permetterà di battere Schifani e i suoi sodali è il voto della gente che non va più a votare. In questa fase solo Controcorrente riesce a intercettare quel mondo”.

“In questo momento mi definisco l’anti-Vannacci’ del campo largo, quello che può dare una mano al centrosinistra, pur non condividendo nulla delle idee politiche di Vannacci. E aggiungo che anche grazie a noi la Sicilia sarà una delle poche Regioni in Italia in cui Futuro Nazionale non sfonderà”. Anche se a livello nazionale secondo i sondaggi Fn è dato ormai intorno al 5%, c’è un dato interessante pubblicato da Swg e recentemente citato su L’Espresso, che riguarda l’isola: qui il partito di Vannacci sarebbe al 2,5%. La Vardera lo spiega così: “La nostra Regione è stata sempre poco avvezza agli estremismi. Un movimento come quello di Vannacci, che parla di odio e remigrazione non può avere presa in un territorio che conosce benissimo il valore dell’accoglienza”.

A La Vardera è stato soprattutto chiesto se sarebbe “disposto a fare un passo indietro”: “Controcorrente è un argine per Vannacci e può essere per il campo largo quell’elemento che manca, quel quid in più che non ha”. Tra l’altro ad oggi, fa notare La Vardera, non ci sono ancora i candidati degli altri partiti: “L’unico in campo sono io, non ho capito quali sono le altre proposte dei partiti. Per esempio se sul tavolo di fosse il nome del magistrato Nino Di Matteo, profilo di altissimo spessore, sarei disposto anche a riflettere sulla possibilità di ritirare la mia candidatura. Ma al momento non vedo nomi di questa caratura”.

E sulla possibile candidatura, da parte del Pd, dell’ex ministro Giuseppe Provenzano: “Nei confronti di Provenzano non avrei alcun tipo di preclusione, ma a mio avviso servirebbe un nome più regionalpopolare per battere il blocco di centrodestra”.

La Vardera non esclude, infine, che il suo movimento possa diventare un movimento oltre lo Stretto: “Abbiamo ricevuto una quarantina di richieste, ci stiamo chiedendo seriamente se oltre la Stretto ci sia la possibilità d’essere concretamente d’aiuto al campo largo, che è la nostra area di riferimento. Non faremmo mai accordi con chi ha distrutto l’Italia, cioè gli amici di Schifani”.

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