Giuseppe Conte ha rilasciato un’intervista al quotidiano Repubblica. Il leader dei 5 Stelle commenta le dinamiche di stretta attualità della politica italiana ma soprattutto traccia quello che a suo avviso sarà lo scenario che accompagnerà il Paese da qui alle elezioni del 2027.
“Siamo ormai in un clima da campagna elettorale, evidentemente hanno individuato in me e nel M5S il pericolo numero uno. E, da palazzo Chigi, è arrivato l’ordine ai fidi solidali che siedono in commissione Covid di screditare la mia persona».
Si parla di contratti milionari per dispositivi cinesi non idonei, come risponde? «Che dal 2021 ho chiarito decine di volte che non mi sono mai occupato di contratti per l’acquisto di mascherine e respiratori, né di quali imprese o professionisti fossero coinvolti. A differenza di Fratelli d’Italia».
Dopo la crisi con Trump, Giorgia Meloni ha dato indicazione ai ministri di non disertare la festa per il 4 luglio a villa Taverna. Lei ci andrà? «Se deciderò di andarci sarà in omaggio all’amicizia tra il popolo italiano e quello americano, visto che è la festa più importante degli Stati Uniti. Ma non certo per le uscite inaccettabili del presidente Trump nei confronti dei nostri vertici istituzionali».
Lei è stato a lungo indicato come un sostenitore delle primarie per la scelta del candidato premier. Poi di recente è sembrato fare un passo indietro a favore del metodo usato per le regionali, ovvero una candidatura concordata al tavolo della coalizione. Ha cambiato idea? «Chi si oppone alle primarie oggi invoca, come unico criterio alternativo, quello del leader del partito che prende più voti. Ho solo voluto ricordare che ci sono anche altri criteri che abbiamo già sperimentato con successo».
Non ha ripensamenti sulle primarie? «No di certo. Per me rimangono bene in evidenza sul tavolo».
C’è molto affollamento di liste al centro. Dario Franceschini su Repubblica ha invitato i protagonisti a federarsi, suggerendo come leader la sindaca di Genova. Anche per lei sarebbe meglio una aggregazione? «Una semplificazione mi sembra opportuna, ma mi pare che stia già avvenendo».
Renzi dentro o fuori? «Prima il programma, poi parleremo anche del resto».
A proposito di programma, a che punto siete con Nova? «Alla fase conclusiva: hanno partecipato 16 mila persone, buona parte non iscritti. Questo fine settimana le proposte vengono discusse e affinate. Convoglieremo questo grande entusiasmo, tutta questa energia, sul tavolo della coalizione a beneficio del progetto progressista».
Ecco, sembra che la vostra base apprezzi molto l’idea di una tassa sui super-ricchi. Se dovesse passare la patrimoniale lei che farà? «Ne stanno discutendo, come sempre sono i cittadini a valutare e decidere sulle misure più idonee per perseguire gli obiettivi di progressività ed equità del sistema fiscale».
E se dovesse venir fuori la patrimoniale, pur non essendo lei d’accordo, la porterà al tavolo? «Assolutamente sì, quello che esce da Nova per me è sacro»


