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Taormina, via lo stallo agevolato ai pendolari nei parcheggi: rischio fuga dalla filiera turistica

TAORMINA –  Novità in arrivo per i pendolari che lavorano a Taormina nei vari settori della filiera produttiva ed in particolare in quella turistica. Nel corso di una riunione svoltasi al palazzo municipale l’Amministrazione, con Asm, hanno comunicato ai rappresentanti delle associazioni taorminesi che il Comune – e di riflesso la municipalizzata – intende limitare gli stalli riservati ad abbonati al Lumbi. Di conseguenza non verrebbero rinnovati i posti auto, a tariffa agevolata per i pendolari, sin qui disponibili.

La volontà degli attuali inquilini della casa municipale sarebbe, in sostanza, quella di far muovere quegli stessi lavoratori ed i relativi flussi che raggiungono Taormina, attraverso i mezzi pubblici. Si vorrebbero cioè incrementare le tratte, in particolare per le aree di Letojanni, Mazzeo, Trappitello e quindi anche Giardini e Gaggi. 

In tal senso, verrebbero “liberati” circa 500 posti auto (540 stalli per esattezza) dai parcheggi, e nello specifico dal parcheggio Lumbi, che tornerebbero a disposizione di Asm (a tariffa piena per l’utenza). La casa municipale ha motivato la propria scelta anche in funzione dell’esigenza di evitare code veicolari sulla Via Garipoli, per motivi di viabilità e sicurezza, e dunque da e verso il centro storico in relazione al periodo di massimo afflusso turistico in città. C’è, come detto, la volontà di puntare sul trasporto pubblico e sulle aree a sosta decentrate.

Lo scenario che si prospetta sta creando subito preoccupazione per i lavoratori che perderebbero l’agevolazione sulla tariffa giornaliera e rischiano di dover affrontare un incremento significativo dei costi per raggiungere il proprio posto di lavoro. 

Sono tanti i pendolari che raggiungono ogni giorno Taormina da ogni parte del comprensorio e che lavorano soprattutto nel settore alberghiero, nel commercio, nella ristorazione. Si tratta, insomma, di una “spina dorsale” per le piccole e grandi aziende, figure fondamentali che mandano avanti l’economia di Taormina. La questione potrebbe creare non pochi disagi, specie alla luce del malcontento di una fascia di lavoratori che non intenderebbe aderire a questa novità, né rinunciare a spostarsi con il proprio mezzo per optare su quelli pubblici ne’ soprattutto sarebbe disposta a farsi carico di una richiesta di pagamento della tariffa a prezzo pieno. 

Diversi lavoratori potrebbero prendere anche in considerazione l’idea di lasciare Taormina per riposizionarsi in altre località. Non è un mistero che nella stagione turistica Taormina non è semplice da raggiungere e impone già da tempo dei costi non indifferenti. E la prospettiva di un incremento ulteriore dei costi sembra destinata a far crescere le incertezze, che rischiano di spingere altrove i pendolari e così a mettere in difficoltà le aziende, che ora temono di perdere i propri lavoratori. Il rischio è quello di un effetto domino con un contraccolpo sulla filiera turistica. I datori di lavoro, a questo punto, temono che alcuni lavoratori possano decidere di andare via, con i disagi che da ciò ne conseguirebbe in un ambito nel quale è già diventato, tra l’altro, complicato trovare delle professionalità. Ecco perché si spera che il problema possa essere “disinnescato” sul nascere con un ravvedimento da parte degli amministratori nel segno del buon senso. 

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