La pace in Ucraina è sempre più lontana e all’orizzonte spunta la minaccia sempre più concreta di una Terza Guerra Mondiale, qualcosa che sino ancora a pochi giorni fa era difficilmente immaginabile e che rischia di diventare più di una semplice ipotesi.
La guerra in Ucraina è entrata nel suo cinquantesimo giorno con una battaglia corpo a corpo per la città Mariupol, che i russi stanno andando a prendersi con un’offensiva destinata a piegare la resistenza ucraina. Ma per tutta risposta l’incrociatore missilistico Mosca della flotta russa del Mar Nero è stato colpito mercoledì sera dai missili ucraini Neptune ed è finito in fiamme al largo di Odessa.
Dopo settimane di bombardamenti e assedio che hanno stremato la popolazione, con centomila persone in disperata attesa di un’evacuazione, la Russia spinge per mettersi nelle condizioni di fare una parata “trionfale” in vista della data del 9 maggio. E’ una guerra senza tregua e sempre più cruenta quella che si sta combattendo in Ucraina e nella quale stanno entrando in campo gli Stati Uniti.
Joe Biden ha parlato nelle scorse ore di “genocidio”, espressione verissima e che corrisponde ai fatti, peccato che anche un bambino di due anni avrebbe compreso che i una fase di alta tensione le parole (e le accuse) diventano un macigno, propellente che infiamma la guerra e rischia di espanderla. Resta da capire se sia l’ennesimo atto di un presidente americano in stato confusionale o se, piuttosto, l’ulteriore attacco di Biden a Vladimir Putin faccia parte della strategia che appare sempre più chiara da parte degli USA.
Gli Stati Uniti non vogliono una guerra lampo e meno che mai vogliono rischiare che la battaglia finisca con una Russia che porta a casa qualche successo. E allora, al di là delle tante idiozie complottiste che spopolano sulle tv italiane, eccola probabilmente la prova più lampante ed eloquente che gli Usa vogliono andare al confronto con la Russia e lo stanno cercando, provando a trascinare l’Europa in questa resa dei conti.
“La guerra durerà tutto il 2022, ora a Kiev hanno armi più potenti”: lo ha fatto sapere la Casa Bianca, certificando il cambio di strategia militare da parte di Washington. Per resistere ai russi sono stati inviati obici, radar e elicotteri Mi-17. Biden stesso ha sottolineato di aver disposto l’invio di nuove armi all’Ucraina per 800 milioni di dollari, inclusi mezzi di protezione dalle armi chimiche. Un modo per rendere più efficace (ma questo ci sta) la resistenza ucraina ma di riflesso pure la riprova che la strada tracciata è quella di andare ad inasprire lo scontro, farlo andare avanti e mettere in difficoltà i russi.
E in tutto questo caos appare preoccupante e significativo che i negoziati di pace che avevano portato nei giorni scorsi Ucraina e Russia allo stesso tavolo in Turchia, ora si sono arenati.
Se la Russia non riesce a perseguire un accordo di pace, deve lasciare per sempre la comunità internazionale”, fa sapere il presidente ucraino Volodymr Zelensky. “O la leadership russa cercherà davvero la pace o, come risultato di questa guerra, la Russia lascerà per sempre la scena mondiale”, ha spiegato. Parlando dei crescenti scioperi della Russia nell’est e nel sud, ha aggiunto: “Tutta questa febbrile attività degli occupanti testimonia prima di tutto la loro insicurezza. Al fatto che anche con scorte significative di equipaggiamento militare sovietico e un numero significativo di soldati, le truppe russe dubitano della loro capacità di spezzarci, di spezzare l’Ucraina. Noi facciamo di tutto per giustificare i loro dubbi”.
E c’è di più: la Finlandia chiede di entrare nella Nato e la Russia lancia subito il suo avvertimento, minacciando di non provarci nemmeno a farlo. E’ apparso sulla Rete un video che deve ancora essere verificato, pubblicato sul Daily Mail, che mostra mezzi militari russi con armi pesanti, inclusi sistemi missilistici, muoversi vicino al confine con la Finlandia stessa. Nel filmato caricato la scorsa notte si possono osservare due sistemi missilistici di difesa costiera russi che si muovono lungo una strada sul lato russo del confine che porta a Helsinki.
Il quadro generale si fa critico. E l’Europa è ad un bivio. O si sveglia e si fa valere e si muove con i Capi di Stato – senza sudditanza verso la Casa Bianca – per creare le condizioni del cessate del fuoco e per arrivare alla pace, salvando in fretta la popolazione ucraina dalla mattanza in atto, o la follia di Putin e la strategia belligerante degli Stati Uniti (con Londra al seguito) rischiano di trascinarci tutti dentro una lunga e dolorosa resa dei conti totale. L’incubo di una guerra mondiale non è lontano e va rifiutato e ricacciato indietro subito, altrimenti andremo incontro al peggiore scenario possibile.


