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Taormina si riprenda Le Rocce: basta con l’inutile Città Metropolitana

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TAORMINA – Che fine ha fatto l’ex villaggio turistico Le Rocce? La stessa, identica, degli ultimi 50 anni, cioè chiuso, abbandonato e confinato in un imperturbabile e inesorabile degrado.

La Città Metropolitana di Messina aveva avviato l’anno scorso una procedura di gara per decidere il destino de Le Rocce. Per la riqualificazione e rifunzionalizzazione de Le Rocce, ricordiamo, si sono fatti avanti diversi pretendenti: l’Hotel Palme Srl (gruppo Chincherini Hotels), che vorrebbe acquistare il complesso e poi sono pervenute altre quattro richieste invece di locazione da: Fondazione Antonio Presti (che ha già gestito Le Rocce nel 2015), la “Turbo Air Oil & Gas” (Milazzo), la “Allegroitalia Edutainment Srl” (Volterra-Pisa) e l’associazione “Ranger Ets-Odv” (Siracusa).

Nella circostanza si è aperta una discussione ancora adesso senza esito, sull’opportunità da parte della Città Metropolitana di dismettere o dare in locazione Le Rocce, se convenga aprire alla proposta di realizzazione di un complesso alberghiero o se invece accogliere l’istanza del Comune di Taormina (e della Soprintendenza) che spingono per una soluzione naturalistica e quindi conservativa sulla destinazione dell’area.

In definitiva sapete com’è andata finire? Per il momento l’ex Provincia di Messina, a quanto pare, ha deciso di non decidere. Nulla si sa e nulla si muove, a maggior ragione adesso che la Città Metropolitana è rimasta “orfana” di una guida politica, perché il sindaco di Messina, Cateno De Luca, si è dimesso e si dovrà votare il 12 giugno per decidere il futuro primo cittadino della Città dello Stretto nonché primo inquilino di Palazzo dei Leoni.

E allora forse è arrivato il tempo di fare una riflessione. Premettiamo a lettere cubitali che non ci importa un fico secco di chi dovrebbe gestire Le Rocce, non ci interessa se tra quelle proposte ce ne sia qualcuna che abbia un senso portare avanti (anche se in verità non ci entusiasma nessuna tra le ipotesi citate), ma così la storia non può continuare.

Le Rocce, sul piano prettamente formale appartiene all’ex Provincia di Messina, su quello morale e territoriale è dei taorminesi. Fossimo nel sindaco di Taormina andremmo a Palermo e chiederemmo alla Regione di intervenire e fare la sua parte per risolvere la questione. Le Rocce è stata consegnata da mezzo secolo a questa parte all’oblio e alla vergogna totale. E rischia di restare un “cimitero” per tanti altri anni, o peggio di diventare teatro di qualche speculazione e sarebbe l’ennesima in una città che troppe volte ha offerto le sue terga a tanti corsari in cerca di occasioni d’oro.

L’ex Provincia regionale di Messina, diciamolo con estrema chiarezza, è un ente fantasma, un carrozzone che non serve più a niente e nessuno, una barca che non ha neanche chi la guida e che rientra nella tonnara burocratica delle solite furbate all’italiana, il Paese dei campanelli dove le Province che andavano soppresse sono rimaste in vita con un altro nome ma senza più una funzione, senza alcuna utilità amministrativa e sociale. La Città Metropolitana di Messina non ha la forza e neanche l’interesse a gestire Le Rocce, tutto al più vuole monetizzare in qualche modo attraverso l’affitto o la vendita, ma per fare cosa e per dare quest’oasi poi a chi? La verità è che l’ex Provincia non ha più alcun titolo a gestire e decidere per Le Rocce. Si dirà che ne detiene la proprietà e tutto il resto è poesia: atti alla mano è vero, ma decenni di nulla cosmico, in cui il bene non è stato gestito ma abbandonato, possono essere sufficienti per calare il sipario. Bastano e avanzano per chiudere questo capitolo.

Taormina deve svegliarsi e farsi valere. Il Teatro Antico finito nelle mani della tonnara degli “spettacolanti” estivi, insegna che non si può più essere “maggiordomi” in casa propria. A Taormina hanno scialacquato in tanti e vogliono comandare ancora in troppi: arrivano da fuori e pensano di godere indisturbati in casa altrui.

E’ il momento di dare una sterzata e lanciare un segnale per il presente e per il domani: abbiamo “allattato” per decenni mandrie di enti e soggetti avulsi alle dinamiche di questo territorio ma che si sono radicati con opportunismo e hanno approfittato del vuoto trovato, si sono fatti i “bagni” qui ma non hanno dato niente in cambio alla città: ora a Taormina bisogna lasciare qualcosa alle future generazioni locali di una città che non può più permettersi di farsi passare sulla propria testa le scelte né di farsi spogliare delle sue bellezze a mani conserte.

Le Rocce è l’occasione per riprendersi un pezzo di Taormina. E la Regione che si interessa con tanta solerzia alle vicende (estive) di Taormina, per una volta ci metta la faccia per una buona causa collettiva: tolga il giocattolo Le Rocce all’ex Provincia di Messina e lo restituisca ai taorminesi.

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