TAORMINA – “La situazione che ho visto è estremamente grave ed è quello che temevo, c’è la devastazione della Natura che infierisce nei confronti di una costa eccezionale, tra l’altro fiore all’occhiello del turismo siciliano”. Così il presidente della Regione, Renato Schifani, a margine del sopralluogo effettuato oggi pomeriggio a Taormina, nella spiaggia di Mazzeo, travolta e devastata dal Ciclone Harry e dalla mareggiata.
STATO DI CALAMITA’. “Già abbiamo previsto il piano di calamità naturale della Regione e la relativa richiesta al governo -. La prossima settimana credo che sarà dichiarato lo stato di calamità nazionale, E e ciò comporterà l’accellerazione di molte procedure al di là degli stanziamenti che noi stessi abbiamo individuato e che certamente il governo centrale contemporaneamente individuerà. Siamo all’inizio di un percorso dove faremo di tutto e anche di più per restituire alla nostra regione e al mondo quelli che la natura violenta ha voluto toglierci”.
CORSA CONTRO IL TEMPO. “Sappiamo bene che abbiamo un problema di tempi, il nostro avversario credo che non sarà la finanza perché sia la regione che il governo faranno la propria parte, i tempi devono rispettare le procedure a garanzia. Sicuramente si adotteranno tutte le procedure più semplificate del mondo, nel rispetto di norme a garanzia della incolumità e della certezza e della bontà dei lavori fatti. Noi faremo di tutto naturalmente per arrivare a tempi più brevi possibili e l’ho già dichiarato ieri in conferenza stampa che una parte della mia attività quotidiana sarà concentrata sul coordinamento della ricostruzione di questa parte della Sicilia che è stata devastata dalla Natura, che non ci ha voluto bene”.
FONDI EUROPEI DI SOLIDARIETÀ. “Stiamo studiando tra le varie ipotesi anche questo ricorso che presuppone il raggiungimento di una soglia minima di entità di danni che non è indifferente e quindi dovremo verificare se, unitamente alle altre regioni, arriviamo a raggiungere quella soglia minima per accedere al fondo.
LA NOMINA DI UN COMMISSARIO. “La legge 40 del 1925 è un ottima legge che distingue due periodi. Intanto quello dell’emergenza che viene gestito dalla Protezione Civile nazionale e regionale e naturalmente dai sindaci che sono pubblici ufficiali. Esaurita la fase della emergenza, si passa alla fase della ricostruzione, poi – cessata quella fase – la ricostruzione presuppone non l’obbligatorietà ma la possibilità della nomina di un commissario straordinario che verrà individuato dal governo nazionale. Sentito il presidente della Regione per un fatto di collaborazione istituzionale, che operi in deroga nel rispetto delle norme ambientali e antimafia e penali e quindi in deroga per velocizzare tutti i tempi, e questa è una misura straordinaria che è già stata prevista dalla legge. Quindi faremo di tutto perché lo stato di emergenza cessi al più presto, eliminando questa situazione per poter accedere poi alla seconda fase che presuppone la nomina del commissario straordinario, che secondo me deve essere una persona qualificata autorevole, esperta o quantomeno dotata di una capacità decisionale e una sua esperienza che sia garanzia non soltanto dei siciliani ma per la certezza del buon fine dei tempi raggiunti”.
“I SICILIANI ABBIANO FIDUCIA”. “Io personalmente mi sento vicino a tutti i siciliani, ai quali manifesto grande solidarietà, affetto, vicinanza e presenza. Ho salutato stamani il Capo dello Stato al quale ho riferito lo stato dell’arte che è estremamente tragica. Dico ai siciliani di avere fiducia nelle Istituzioni, di avere fiducia nel Governo regionale, nell’azione dei sindaci che hanno dato una grandissima mano d’aiuto. Una cosa che mi sento di assicurare e cioè che le risorse non le faremo mancare. Governo regionale e governo nazionale, con il ricorso a fondi più che europei fondi extra regionali, tutti insieme troveremo le coperture. Su questo sono sufficientemente sereno perché so di poter contare anche sul sostegno serio del governo nazionale e anche del Ministro della Coesione, perché qui dobbiamo fare squadra tutti e la faremo. I tempi devono essere quelli imposti dalle procedure che a volte garantiscono la bontà e la qualificazione dei lavori realizzati”.


