Nel caso Garlasco si registrano nuovi dettagli importanti sul discusso video presente all’interno del computer di Chiara Poggi. Il filmato nel quale appare Andrea Sempio all’interno di una scuola sarebbe stato aperto e quindi visionato il giorno successivo all’omicidio, quando l’abitazione era già sotto sequestro.
Sul punto è intervenuto il perito informatico Daniele Occhetti, che a suo tempo fu incaricato dal giudice Stefano Vitelli di eseguire accertamenti sul computer di Alberto Stasi e sugli altri dispositivi connessi al caso, compreso quello della 26enne uccisa a Garlasco.
Occhetti sottolinea come le norme sul trattamento dei materiali digitali, pur essendo state formalmente recepite dall’ordinamento italiano solo nel 2008 con la Convenzione di Budapest, fossero già implicitamente previste dal codice e soprattutto da una prassi consolidata. «I reperti devono essere sempre cautelati», spiega Occhetti, ricordando che ogni intervento su un dispositivo sequestrato può alterarne i contenuti e, di conseguenza, il valore probatorio.
«Questo video – prosegue – rappresenta anche il fatto che il computer di Chiara è stato evidentemente modificato in parte dei suoi contenuti». Sulla base dell’accaduto sarebbero state perse o compromesse informazioni importanti. Occhetti ha richiamato l’attenzione su un esempio significativo: se Chiara, prima di spegnere il computer il 10 agosto, avesse visualizzato una foto o un file importante, magari collegato ad altre persone, l’intervento successivo dei carabinieri e l’uso del computer avrebbero potuto cancellare o sovrascrivere quella traccia. E si tratterebbe di un’informazione ormai irrecuperabile.


