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Neonatologia Taormina, la storia toccante di Salvo e Maria Grazia: l’amore è più forte del destino

TAORMINA – Si avvicina il Santo Natale e a pochi giorni da questa festa una storia toccante arriva dalla Neonatologia dell’ospedale di Taormina. A raccontarla con le sue parole e con la sua essenzialità è uno dei medici più stimati del presidio San Vincenzo, il dott. Giuseppe Biondo, responsabile della UOS (Unità Operativa Semplice) di Neonatologia della struttura di contrada Sirina.

“In premessa a questo mio racconto – spiega il dott. Biondo – dovrei, intanto, ringraziare Salvo Pulvirenti ed i SuperEroi per avere donato alla Neonatologia dell’Ospedale di Taormina un Bili-check di ultima generazione, apparecchio in grado di misurare il valore della Bilirubina ai neonati, per via transcutanea, senza bisogno di punture.
Ma voglio parlarvi anche e soprattutto di due persone straordinarie. Mi riferisco a Salvo e Maria Grazia, la sua bellissima signora. Questi genitori meravigliosi hanno trasformato il dolore enorme, terribile, disumano, della perdita di una figlia, la loro dolcissima Angelica, in amore”.

“Amore verso il prossimo, verso i bambini che soffrono, in Sicilia ed in ogni angolo del nostro Paese. Questi genitori straordinari insieme al loro figlio, Gabriele, oggi dedicano la loro vita ad aiutare i meno fortunati, donando loro momenti di gioia e spensieratezza, ma anche attrezzature ed apparecchiature per aiutare i medici ad alleviare le loro sofferenze. Che dire? Solo ammirazione e gratitudine dal profondo del cuore per ciò che fanno”.

Salvo e Maria Grazia ci regalano una lezione di vita, attraverso il racconto perfetto del dott. Biondo. E vogliamo aggiungere una breve riflessione anche noi.

Il destino molto spesso ci toglie qualcosa ma la forza dell’amore, alla fine, è più forte di tutto. E’ il motore della vita che ti porta a reagire quando cadi e sprofondi. Non esiste forza più grande al mondo di un cuore che è stato spezzato e che però sceglie di aprirsi ad altre vite per curare le ferite degli altri, spingendo le corde dell’anima al di là del proprio dolore. Trasformare il dolore in amore è l’alchimia più nobile dell’anima stessa: è il modo in cui chi se n’è andato continua a vivere e stringe le mani di chi resta. Oggi il ricordo indelebile di Angelica è la stella polare che illumina il cammino di Salvo e Maria Grazia. Un angelo che da qualche parte lassù guarda i suoi genitori e li guida. Infonde loro il coraggio di andare oltre l’oscurità del dolore. E’ un legame che non si può spezzare, un sentimento che non morirà mai. Una luce potente di speranza che si accende lì dove il destino lascia un vuoto e ci mette alla prova.

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