Nel delitto di Garlasco e le nuove indagini in corso, la Bpa effettuata dai Ris di Cagliari potrebbe riscrivere completamente la scena del crimine, ridisegnando la dinamica dell’aggressione mortale a Chiara Poggi.
In particolare, stando ad alcune indiscrezioni, verrebbe messa in discussione la ricostruzione a suo tempo fatta dalle precedenti indagini che ipotizzavano un’opera di trascinamento della vittima lungo le scale che portano alla cantina, con lo scivolamento del corpo. Non si conoscono ancora i contenuti della nuova Bpa sul caso Garlasco, coperta da segreto istruttorio ma che si compone di circa 300 pagine, con ricostruzioni tridimensionali della scena. A quanto pare ipotizzerebbe invece che la ragazza sarebbe stata aggredita anche lì lungo le scale.
Bpa è l’acronimo di bloodstain pattern analysis, ovvero la disciplina che si occupa dello studio delle macchie di sangue (bloodstain), delle traiettorie delle gocce di sangue che le generano e la morfologia dopo la loro deposizione (“pattern”). Si tratta, quindi, di una disciplina forense che studia forma, distribuzione e direzione delle tracce ematiche per ricostruire dinamiche, movimenti e posizioni di vittima e aggressore durante un crimine.
L’analisi della scena tramite BPA può essere affrontata in due modi: tramite lo studio degli schizzi ematici rappresentati nelle fotografie o nei video del sopralluogo, oppure tramite una simulazione della scena del crimine, ricreando in laboratorio i movimenti e gli ambienti peculiari del caso specifico. I principali parametri che vengono presi in considerazione in questo lavoro scientifico, che potrebbe portare ad una svolta sul caso Garlasco, si inquadrano nel contesto di una ricostruzione della scena del crimine – tramite BPA – e sono il punto d’origine, la direzione di provenienza e l’angolo d’impatto.


