Nel giallo infinito del delitto di Garlasco c’è un ennesimo mistero. E stavolta è quello di un biglietto con un codice che potrebbe rappresentare un altro elemento importante per le nuove indagini sulla terribile morte di Chiara Poggi. Ad evidenziare la vicenda in un suo video è il documentarista e reporter investigativo Luigi Grimaldi. Sulla scena del crimine, nella camera di Chiara, spunta un biglietto affisso nella mensola sopra la scrivania. E quel biglietto ha due grafie: “Il telefono del detective squillò, drin, 4146, una soffiata”. La seconda grafia scrive: “Sei fuori come un drin”.
“Ipotizziamo una scena – spiega Grimaldi -. Qualcuno ha dato a Chiara un telefono cellulare con una raccomandazione scritta sul biglietto, che corrisponde a quel 4146. Forse da quel momento non hanno più comunicato con squilli ma a voce. Il 4146 era un codice di servizio della Tim e dal 2006 veniva utilizzato da enti privati e ministeriali sulle sim di specifici network. Sim che potevano comunicare tra loro addebitando il costo telefonico all’ente o al ministero competente. Era così per la Polizia di Stato, i Carabinieri o i Vigili del Fuoco. Anteponendo il codice 4146 al numero di telefono da chiamare, il costo non veniva addebitato al proprietario della sim ma all’utilizzatore, a tariffe ridotte e convenzionate, direttamente sul conto corrente private. Lo scopo era quello di consentire a chi doveva garantire reperibilità di servizio, di poter effettuare anche chiamate private anche con la sim di servizio. Come poteva Chiara avere bisogno di questo servizio? Non poteva. E non avrebbe dovuto mai avere una carta sim del genere”. “Nessun secondo telefono è mai stato trovato – continua Grimaldi -, era stato restituito da Chiara prima del delitto o lo ha portato via l’assassino? Si era affidata per le sue confidenze, relativamente agli argomenti che aveva raccolto nella sua chiavetta, alla persona sbagliata?. A mio avviso questa storia è una bomba e la traccia era lì sulla scrivania di Chiara ma nessuno l’ha annotata o fotografata né ha fatto alcun accertamento per sapere chi a Garlasco o nei dintorni potesse avere accesso a delle sim così speciali”.


