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De Luca bis a Messina, è l’ora x? “Ora sono sindaco di Taormina, poi non so”. Intanto silura la Giunta Basile

TAORMINA – Comincia a diventare qualcosa in più di una semplice suggestione la prospettiva del ritorno di Cateno De Luca a Messina. L’attuale sindaco di Taormina l’affaccio sullo Stretto non l’ha mai perso di vista neanche per un istante. E’ la sua roccaforte politica e un pezzo fondamentale della partita politica del 2027 (quando si voterà in città e per le Regionali) passerà da lì.

De Luca inizia a realizzare (o forse l’ha già fatto da un pezzo) che, al netto dell’alleanza in fieri tra Sud chiama Nord e il centrodestra, destinata a ipotecare in partenza l’esito della sfida elettorale messinese, da quelle parti la nave imbarca acqua. Una cosa era la Giunta De Luca del periodo 2018-2022, un’altra storia è l’attuale Amministrazione guidata dal sindaco Federico Basile, “fedelissimo” del parlamentare di Fiumedinisi. L’attuale esecutivo messinese può godere di uno scenario politico in cui opera a campo libero o quasi, con un’opposizione morbida che non è troppo distante da quella inesistente di Taormina. Eppure soffre e non ha lo stesso passo della stagione precedente. De Luca ha spronato più volte la sua squadra a cambiare passo e non a caso ha dedicato ieri una parte del suo venerdì (9 ottobre) alle vicende di Messina, senza nascondere il proprio disappunto. Racconta sempre di una Messina che ha svoltato ma il cambio di passo è quello che c’è stato nel 2018, l’esecutivo in carica ha raccolto i frutti di quel lavoro e ha cercato di seguire l’inerzia di quella “semina” amministrativa ma fa una gran fatica ad andare oltre. Il paragone non regge.

“La mia giornata a Messina si è conclusa in questo momento – è il post pubblicato in serata da De Luca -. Ho detto a tutti che se non si scrollano di dosso la sindrome del Re Sole ritornando immediatamente a quei principi che hanno spinto i messinesi a liberarsi dalla cappa che opprimeva la città possiamo staccare la spina immediatamente. Io non adoro i cerchi magici e politicamente faccio valutazioni per valorizzare l’autentico spirito di sevizio della politica mettendoci la faccia e prendendomi la responsabilità delle mie scelte”.

“Cerco di scegliere le persone che ritengo migliori per il ruolo da ricoprire ma capita spesso che il delirio di onnipotenza del ruolo possa far perdere la retta via nella selva oscura della gestione del potere derivante dall’essere politicamente preposto ad un pezzo della macchina amministrativa. Parto dal presupposto che gli uomini e le donne che oggi hanno la responsabilità di guidare la città di Messina siano tutti in buona Fede quindi dedicherò ancora più tempo per restituire ai messinesi la fiducia che dal 2018 mi hanno tributato. Anch’io ho fatto errori di valutazioni ma quando me ne accorgo chiedo scusa e cerco di farmi perdonare caricandomi sulle spalle il peso e l’imbarazzo delle conseguenze perché non sono un Ponzio Pilato. E siccome a Palazzo Zanca ci sono gli spifferi ho preferito comunicare il mio umore per rubare il mestieri a qualche informatore”. Parole e musica di Cateno De Luca.

Il messaggio non si presta a troppe interpretazioni. Attenzione al passaggio sulla “sindrome del “Re Sole”, che di per sé sembra un serenissimo opposto, la risacca delle dinamiche interne a Sud chiama Nord. De Luca spara bordate e recapita aut-aut, che potrebbero aprire la strada ad un suo ritorno a Messina. E’ presto per dirlo e magari non lo farà ma i segnali ci sono e la tentazione pure. Il bis nella Città dello Stretto, nell’era del Ponte, è un pensiero che può diventare un richiamo fatale.

De Luca vuole provare a costruirsi il tentativo futuro di ridare l’assalto al sogno della presidenza della Regione. Si sa che Taormina garantisce una visibilità mediatica eccezionale e senza eguali ma Messina è pur sempre il “primo amore” dell’Imperatore del Nisi, è l’epicentro dove era iniziata la scalata sino al clamoroso 25% delle Regionali 2022, prima dei disastri dell’ultimo biennio. Ecco perché l’idea del déjà-vu prende quota e s’arrampica ai piani alti delle riflessioni deluchiane ma rimane inconfessabile, anzi da negare e smentire in toto, perché adesso bisogna continuare a far passare il messaggio che non c’è alcuna alternativa alla ricandidatura di Federico Basile (che nell’eventualità del De Luca bis a Messina verrebbe comunque destinato ad altro ruolo politico di rilievo).

Intanto, nella stessa giornata, De Luca si è divertito a disseminare (volutamente) indizi sulle valutazioni in corso. A partire da quello dichiarato pubblicamente nel corso di un webinar della Federazione Nazionale Utilitalia: “Io sono il sindaco di Taormina per ora, poi non lo so…”.

E chissà che la chiave della rotta politica futura di De Luca non possa magari maturare tra le righe dell’altro suo post di ieri, confezionato con la forma morbida di un saggio consiglio della mamma ma articolato in termini perentori: “Non ti illudere che coloro che hai lasciato dove hai amministrato, rischiando la tua salute, faranno come hai fatto tu che hai sacrificato tutto e tutti per fare il tuo dovere fino in fondo. Prima di prenderti altri impegni verificati per bene come stanno andando le cose dove ci hai messo la faccia per consegnare ad altri i tuoi ed i nostri sacrifici perché potresti rimanere deluso rispetto alle tue giuste aspettative. Chi non ha conquistato certi ruoli rischiando tutto se stesso non potrà mai agire con quell’amore e senso del dovere che ti ha consentito di essere desiderato in tutti i comuni come “il Sindaco ideale”. Ricordati sempre che la poltrona può cambiare le persone e poi tu ne paghi le conseguenze perché hai la colpa di aver creduto di aver scelto il tuo successore migliore rispetto ad altri”. E fu così che Cateno De Luca rispose: “Va bene mamma farò come mi dici tu!”.

L’avviso ai naviganti è lanciato, e come si dice in belgradese “a megghiu parola è chidda ca non si dici”. Non occorrono traduzioni. Il “primo amore” chiama, il capintesta risponde. La via è tracciata. Ogni riferimento a Messina è puramente (non) casuale.

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