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Ccpm Taormina, trappola finale: lo scenario da brividi che riaccende la battaglia per i bambini

TAORMINA – Non c’è mai pace per il Centro di Cardiochirurgia Pediatrica di Taormina. La nuova rete ospedaliera ne renderà organica l’esistenza e relativa permanenza all’ospedale San Vincenzo ma nel momento della svolta la conferma del reparto non basta più e rischierebbe di venire accompagnata da una beffa atroce. Si prospetterebbe una trappola finale per il destino il Ccpm ed il timore è stato ufficialmente esplicitato oggi pomeriggio in una nota proprio dalle famiglie dei bambini in cura alla struttura specialistica. Il Comitato genitori “fiuta” il pericolo di un altro colpo di scena che avrebbe il peggiore sapore possibile, e manda un segnale alla politica e alle Istituzioni.

“Alla luce delle ultime indiscrezioni, ancora in attesa di conferma, ma che sembrano avere una certa attendibilità – scrivono le famiglie – è nostra premura ribadire che nessuna forma di depotenziamento del CCPM potrà essere considerata una proposta valida. Si parla infatti di un centro Hub a Palermo e di un centro Spoke a Taormina: il primo destinato a gestire i casi più complessi, il secondo riservato a quelli ritenuti più semplici. Inoltre, si ipotizza una riduzione dei posti letto a Taormina (8 in totale per la Cardiochirurgia). Tutto ciò, a nostro avviso, equivale a una sola parola: depotenziamento”. “Qualora tali indiscrezioni venissero confermate, il Comitato Genitori ribadisce con fermezza che qualsiasi soluzione che comporti un ridimensionamento degli standard qualitativi del CCPM non potrà essere accettata. I bambini in cura presso il centro devono continuare a ricevere le stesse possibilità di cura che hanno avuto finora”.

In pratica quale differenza c’è tra Hub e Spoke, per fare capire meglio a tutti di cosa si tratta. La locuzione hub and spoke è utilizzata in medicina sia per indicare la modalità di gestione di patologie complesse, che per indicare un modello organizzativo impiegato per la gestione della medicina d’urgenza. Il termine deriva dall’analogo modello utilizzato nella gestione del traffico aereo.

L’utilizzo del modello Hub & Spoke in medicina parte dall’assunzione di base che per determinate patologie e/o situazioni molto complesse, sia necessario disporre di competenze specialistiche rare e/o apparecchiature molto costose, che non possono essere assicurate in modo diffuso su tutto il territorio. Il modello prevede quindi che l’assistenza per tali situazioni venga fornita da centri di eccellenza regionali o di macro area, detti appunto hub, a cui afferiscono dai centri periferici, detti spoke, i pazienti per i quali il livello di complessità degli interventi attesi superi quello che può essere fornito dai centri periferici.

E allora si tratterà soltanto di uno scenario da “falso allarme” e arriveranno tutte le rassicurazioni concrete del caso, oppure si va davvero verso questa prospettiva – ipotizzata e temuta dalle famiglie – che decreterebbe la permanenza del Ccpm a Taormina ma con il depotenziamento del reparto? I genitori e tante persone al loro fianco aspettano di capire come stanno le cose. La battaglia si riaccende, la lotta di un intero territorio a difesa dei bambini non è finita.

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