Musica maestro, a fine mese si va già in scena. Cateno De Luca sale in cattedra nella campagna elettorale per le Amministrative del 2026 a Giardini Naxos e dichiara aperta la sfida. Le elezioni della prossima primavera possono consegnargli Palazzo dei Naxioti, l’ultimo mazzo di chiavi mancante nel condominio politico della zona ionica amministrato, per la quasi totalità, da Sud chiama Nord. Dopo il crollo verticale del suo movimento dal boom del 25% del 2022 a poco più del 7,6% due anni dopo alle Europee, è il tempo di una prova che dirà molte cose, a seconda di come andrà a finire.
De Luca molla gli ormeggi e parte all’assalto della seconda stazione turistica siciliana, meta che in questa tornata mette in palio più di una semplice sindacatura locale perché può rappresentare la chiusura di un cerchio nel versante messinese ma allo stesso tempo serve per ridare ossigeno a Sud chiama Nord e per costruirsi un trampolino di (ri)lancio rispetto all’obiettivo politico di un leader che nel 2022 si era avvicinato alla presidenza della Regione con un exploit clamoroso in modalità uno contro tutti e che poi ha buttato via quel risultato con una lunga serie di errori da matita rossa.
All’orizzonte s’affacciano le Regionali nel 2027, quando De Luca dovrà misurarsi con una tornata spartiacque per le sue future ambizioni e a quell’appuntamento ci arriverà la coalizione del centrodestra, con un accordo ormai soltanto da annunciare. Il punto è che nel centrodestra i “lupi” non fanno sconti né convenevoli, ballano con il bilancino dei numeri e tutto il resto sono chiacchiere al vento. De Luca questo lo sa e allora punta sui territori per provare a riguadagnare terreno.
Il parlamentare di Fiumedinisi non correrà in via diretta per la sindacatura a Giardini Naxos e rimarrà ancora per un pò ai comandi del palazzo municipale di Taormina ma ci metterà la faccia in prima linea alle elezioni in terra giardinese. Quando sente l’odore dell’arena, l’Imperatore del Nisi non resiste e si scatena, di nome e di fatto. Va in modalità arrembaggio con il solo obiettivo di centrifugare l’avversario. Vuole la ribalta e dopo il disastro totale di Monza e delle Europee non può più sbagliare. La tribuna agguerrita di avversari e nemici si è riempita di osservatori che lo aspettano al varco. Il sindaco di Taormina ha voglia di “riannusare” l’aria da campagna elettorale e il profumo acre dello scontro politico ad oltranza, alla sua maniera. Non a caso ha già annunciato il comizio del 27 settembre prossimo in piazza Municipio e ha deciso di lanciare con largo anticipo la volata, come ha sempre fatto in passato anche altrove.
Di fatto a Giardini sarà la partita di De Luca, perché è vero che in campo ci sarà un candidato con un altro nome e cognome ma lo indicherà personalmente il capintesta di Sud chiama Nord. Il prescelto verrà catechizzato, guidato e accompagnato per mano alla battaglia. Idealmente, sarà un po’ un revival politico dei tempi andati in cui c’era Gianni Boncompagni a “Non è la Rai”: il regista a confezionare tutta la trasmissione e la coreografia e poi qualcun altro a portare sul palco la scaletta e a cantare e ballare davanti al pubblico.
Lo spartito non è difficile da prevedere. E’ l’ora del dossier, e quello è il segnale politico. E’ un “rito propiziatorio” delle campagne elettorali deluchiane. E’ il momento in cui si studiano i dettagli della partita e si confeziona la narrazione di ciò che sarà. Dinamiche, luoghi e volti, fatti e persone, con lo screening sulla situazione amministrativa, su quello che non è stato fatto sinora e che proporrà invece De Luca agli elettori per sedurli e conquistarli.
Il comizio del 27 settembre sarà, insomma, il prologo di una strategia che proporrà una fotografia cruda del momento. Un format che a suon di sciabolate a tutto campo, improperi e richiami alle altre esperienze (Messina, Taormina e Santa Teresa di Riva), approderà all’impegno di portare riscatto e rilancio per la comunità giardinese.
Ma chiaramente ogni desiderio di svolta richiede sacrifici. E De Luca metterà sul tavolo la sua cura politica da “cavallo”, con tutti gli annessi e connessi. Quella che ha fatto venire la febbre a 39 a tanti taorminesi dopo il voto con il “Salva Taormina” e la stangata dei tributi. “Pagare tutti per pagare di meno”, “elevare la qualità dei servizi”, è il verbo che predicherà il sindaco di Taormina in trasferta a Giardini. In fondo, De Luca a Taormina ha ereditato il dissesto e Giardini Naxos si è rifugiata in extremis nel predissesto nel 2014 e il default lo ha evitato per un soffio con quel piano, ma le sue difficoltà economiche le ha avute eccome e attraversate nell’arco di questo decennio. E allora De Luca apre la contesa a Naxos e sarà interessante vedere quale sarà l’approccio dell’elettorato giardinese alla cura da “cavallo”. Quella a cui poi De Luca aggiungerà il bollino del fatidico “Così è, se vi pare”.


