TAORMINA – Il consigliere comunale Luca Manuli torna all’attacco del sindaco Cateno De Luca. L’esponente di Progetto Ricostruzione Taormina, in una nota, riserva una lunga serie di spunti critici all’operato dell’attuale primo cittadino.
“Cateno De Luca – afferma Manuli – ha fatto scuola e i suoi “scolari”, epiteto usato in senso relativo e non assoluto, alternano momenti di assenza a momenti in cui rischiano di superare il maestro in quanto a mistificazione della realtà e uso della propaganda. Infatti, nella distopica Taormina che stiamo vivendo non conta più cosa si dice, il senso logico di ciò che si afferma e il modo in cui ci si relaziona con e fra cittadini. Conta solo la grandezza del megafono che si impugna per intimare al silenzio. Conta solo la convinzione con cui vengono dette le cose, così da convincere tutti”.
“Conta solo nutrire la pancia della platea, come fosse la tifoseria di una squadra di calcio. Tante volte ci siamo detti, al bar o passeggiando per il corso, che Taormina fosse il centro del mondo. Un piccolo microcosmo dove tutti vengono e tutti è possibile incontrare. Ecco, oggi non stiamo incontrando il poeta tedesco, l’imprenditore americano, lo stilista francese o l’artista spagnolo. Oggi Taormina, per colpe nostre, sta ospitando un altro straniero: il sindaco. E, per carità, per un paese che ha un Santo Patrono straniero e l’accoglienza nel suo DNA non c’è nulla di cui meravigliarsi nell’aver eletto un sindaco non taorminese. Ma questo straniero è differente: perché Taormina ha dimostrato di non amarla, perché i suoi cittadini non li rispetta, perché Taormina la sta solo — che lo facesse in parte era prevedibile — sfruttando per avere visibilità”.
“Ed è così che Taormina, per la prima volta, è al centro della storia per un populista. Nella stagione della politica urlata, dei social utilizzati come unico strumento di governo; in uno dei periodi di maggiore tensione sociale, nella stagione in cui la politica allontana sempre di più le persone perbene dal gestire la cosa pubblica, Taormina afferma la sua rilevanza nella storia con il suo attuale sindaco, perfetta rappresentazione del mondo che stiamo vivendo. E ognuno di noi deve scegliere come rapportarsi a questa stagione che stiamo vivendo. Da che parte della storia stare. Criticare il sindaco non significa riabilitare il vecchio. Criticare la sua gestione clientelare della politica, l’uso disinvolto degli affidamenti diretti e la costituzione di società partecipate per continuare a perseguire tutto ciò non significa negare gli sbagli del passato”.
“Allo stesso modo, non opporsi ai suoi modi significa mancare di rispetto ai nostri concittadini. Ignorare una narrazione che continua a guardare al passato anziché al futuro di Taormina significa aver abdicato alla volontà di contribuire alla crescita del nostro paese. Non denunciare il sistema politico e amministrativo del sindaco significa dare più peso a un operatore che passa con un’aspirapolvere sul corso che all’etica, che al principio del “buon padre di famiglia”. Non opporsi agli insulti scagliati contro i cittadini morosi — o presunti tali — mettendoli alla gogna significa che traiamo maggiore piacere dal vedere le esecuzioni in piazza che dal vivere in una comunità unita, che migliora. Perché chi sbaglia deve essere sanzionato, non umiliato”.
“Questa è la Taormina nella quale i cittadini del centro hanno esposto un problema: “Abbiamo necessità di poter esporre fino alle 7 del mattino, perché dall’1:30 alle 5 è disumano”. Questo il senso della loro richiesta: una richiesta educata, equilibrata e che tiene al nome e al decoro di Taormina molto più, a questo punto, di quanto ci tenga il sindaco. Infatti, nessuno sta chiedendo di anticipare l’orario di esposizione dei rifiuti. Nessuno sta negando l’importanza di un centro storico presentabile. E il sindaco — ricordiamolo: “il sindaco”, non un politico qualsiasi della nostra città — come si comporta? Posta sui social un messaggio di una cittadina che denunciava la presenza di spazzatura non ritirata, definendola “una cogiona”. Sono i termini che usa il nostro sindaco. Vi indignereste se fosse la professoressa di vostro figlio a definirlo “colione” davanti alla sua classe?”.
“Risponde alla richiesta del Comitato “Diritto al Sonno” via social, delegittimando la loro istanza, alludendo al fatto che non tutti abbiano ritirato i nuovi mastelli — peccato che i termini per il ritiro non fossero ancora scaduti — e chiosa con: “Solidarietà per il vostro sonno, ma non vale più della mia faccia e dell’immagine di Taormina”. È questo l’ordine di valori con cui vivete le vostre famiglie? Prosegue poi condividendo foto precedenti la sua amministrazione con i cestini portarifiuti stracolmi, come se quel disservizio, quella situazione non decorosa, avesse a che fare con l’orario di conferimento delle utenze domestiche. Inoltre, ricordiamolo ancora: la richiesta non è quella di anticipare l’orario, ma di estenderlo. È questa una risposta che riterreste appropriata se foste voi a dovervi svegliare ogni notte per conferire i rifiuti?”.
“Sarebbe opportuno glissare sull’ultimo blitz, ennesima occasione in cui colpevolizza i taorminesi di essere taorminesi, con riferimenti all’aumento delle rendite catastali; in cui torna a etichettare i residenti come evasori e in cui allude al fatto che la richiesta del Comitato di estendere l’orario di conferimento inciderebbe sulla pulizia e sul decoro del corso. Un blitz nel quale anche gli scolari si palesano finalmente sul tema. Infatti, rincuorati dalla presenza del leader e dalla conferma che “la presidenza del consiglio è salda”, si espongono recitando lo spartito predefinito. Intervengono per spiegare come, prima dell’avvento del sindaco, i ristoranti conferissero già alle 23:30. Ma cosa ha a che vedere con la richiesta dei residenti? Confermano che il corso pulluli di gente anche alle due del mattino — e infatti nessuno chiede di anticipare l’orario —, plaudono alla volontà di inviare 500 € di sanzione per ogni giorno in cui i nuovi mastelli non verranno ritirati, come se stessimo vivendo un western nel quale la battaglia dei residenti del centro fosse uno scontro fra uno sceriffo e dei banditi rivoltosi che non vogliono pagare le tasse”.
“Abbiamo visto una rappresentazione nella quale il sindaco portava avanti la sua narrazione, dando forza e compattezza alla sua scolaresca, ma anche un momento nel quale gli scolari sentono l’esigenza di dimostrare al sindaco: “La città è ancora con te”. Infatti, invitano alcuni cittadini a partecipare, mentre altri vengono allontanati. E questo non perché il sindaco non sarebbe capace di gestire le critiche, ma per fugare il dubbio che sicuramente lo attanaglia: “Cosa pensano veramente i Taorminesi di me?”, “Verrò rieletto?”, “Se dovessi indicare un successore del luogo e dai modi più gentili, sarebbe più facile ottenere un secondo mandato?”. Queste paure diventano le stesse di quei soggetti politici che hanno deciso di abdicare a una loro autonomia, abbracciando in toto questo nuovo dogma. La risposta a questa situazione che stiamo vivendo non si trova nel passato, non si trova nelle stanze atte a ospitare le “sedute spiritiche”, non si trova sicuramente nell’eziologia di questa stagione. Il passato – conclude Manuli – non va cancellato, non va demonizzato: va criticato e rispettato, ma non è la direzione verso la quale volgersi quando si pensa al futuro. Piuttosto, è la base sulla quale costruire: un ruolo generoso, altruistico e fondamentale per realizzare i piani futuri”.


