HomeEditorialiIl bullo Netanyahu peggio di Putin. Europa e Usa fanno i "finti...

Il bullo Netanyahu peggio di Putin. Europa e Usa fanno i “finti tonti” e lui prosegue la strage di innocenti

L’esempio perfetto di come passare nella vita dalla parte della ragione al torto peggiore, il più becero e ignobile. La risposta, se la cercate, potere trovarla nella parabola di Benjamin Netanyahu. Il primo ministro di Israele si è ormai consacrato agli occhi della comunità internazionale ma soprattutto della gente come una figura dittatoriale spietata e fuori controllo, un politico che rischia persino di rivalutare il volto peggiore di Vladimir Putin. Lo Zar si è reso autore di un crimine come l’invasione russa in Ucraina e adesso, realizzando che questa guerra non può durare all’infinito e gli ucraini non hanno intenzione di arrendersi, ha fatto una mezza apertura per un accordo, cercando di fare ancora il furbo a modo suo ma forse anche ingabbiato nella prospettiva di un’intesa per via della mediocrità strategica e la debolezza politica dei suoi interlocutori (Trump e UE).

Netanyahu si è trovato davanti al massacro compiuto dai terroristi di Hamas in quel bagno di sangue del 7 ottobre 2023 e ha reagito. Sino a quel punto, indubbiamente, chi non avrebbe reagito con veemenza a una tale atrocità? Il nemico era ed è Hamas, sono loro che andrebbero cacciati da Gaza, sono loro che non vogliono il bene dei palestinesi e hanno acceso la miccia di questo scontro. Ma Netanyahu è andato oltre i limiti, non si è accontentato di una risposta mirata e l’ha trasformata nella sua occasione per dare sfogo a una ferocia inaudita. Hamas è ancora lì, asserragliata nei tunnel e nei bunker, e intanto il premier israeliano fa uccidere innocenti, civili, bambini e anziani, persino giornalisti, come se nulla fosse. E’ una strage che va in scena ogni giorno, a tutte le ore, ovunque e senza alcun rispetto per la popolazione palestinese.

Un conflitto che andava gestito ad un tavolo internazionale e non ridotto a una faida, una contesta che dovrebbe risolversi in 10 minuti, dura ormai da un’eternità, da decenni prima di questa ennesima guerra. Piaccia o non piaccia, si dovrebbero decretare due Stati, due popoli, due bandiere e che ognuno sia tenuto al rispetto alla pacifica convivenza con gli altri. Ma Gaza è diventato teatro della guerra personale di Netanyahu, che va avanti ad oltranza con le armi, i droni e i missili e sgancia bombe mentre il suo consenso è sprofondato. E lui applica quell’esatto metodo. Muoia Sansone con tutti i Filistei. Defunto il suo consenso popolare, ritiene che sia cosa normale, buona e giusta che debbano morire i civili per consentirgli di restare al potere e legittimare, attraverso la guerra, un ruolo istituzionale che non merita più.

Il conflitto in Medioriente è giunto al giorno 689. Almeno 20 persone, inclusi cinque giornalisti, sono stati uccisi oggi nell’attacco dell’esercito israeliano con un drone kamikaze che ha preso di mira il complesso ospedaliero Nasser di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.

Netanyahu arriga il suo “avanti tutta” a discapito di altre vittime innocenti, la gente muore sotto le bombe e si commette persino la meschinità più ignobile di colpire un ospedale, come se nulla fosse, mentre il presidente americano Donald Trump si gira dall’altra parte e così anche l’Europa, nell’incapacità di trovare una soluzione per Ucraina e senza il coraggio di cercarne una anche per il conflitto Israeliano-Palestinese. Netanyahu continua a giocare alla guerra e il mondo non trova il coraggio di mettere fine alla sua follia.

A proposito, è inutile continuare a dividersi e scannarsi tra chi sta con Israele e chi sta la Palestina. E’ una contrapposizione stupida, alimentata dai cassamortari della ribalta mediatica e dai politici che non sanno neppure di cosa si sta parlando e cosa sta avvenendo. Per una pace giusta non servono pindarici slanci neuronici: ripetiamolo, la svolta è tutta qui, due Stati e due popoli. Il popolo israeliano non vuole più Netanyahu e non condivide le atrocità che sta commettendo, come i palestinesi a loro volta non vogliono sottostare ai terroristi di Hamas, non condividono gli orrori compiuti da Hamas e rivendicano il diritto ad avere una loro terra. E in un mondo di persone intelligenti così dovrebbero andare le cose per fare contenti di tutti. La sofferenza deve unire, non dividere. L’ingordigia di potere fa male. Tutto il resto, fanatismi, ideologie e posizioni divisive o pregiudiziali a priori, è meglio lasciarli perdere.

ARTICOLI CORRELATI

POTREBBE INTERESSARTI

SEGUICI SUI NOSTRI SOCIAL

35,880FansLike
14,200FollowersFollow