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Polizia locale, De Luca fa il bis e silura anche Cacopardo: “Metterò un dirigente che non sarà di Taormina”

TAORMINA – Altra rivoluzione in arrivo al vertice della Polizia locale di Taormina. Dopo l’ex Comandante Daniele Lo Presti, rimosso e ora trasferitosi a Saponara (Messina), il sindaco Cateno De Luca è pronto a silurare anche l’attuale Comandante, Giuseppe Cacopardo. La decisione è stata annunciata dallo stesso De Luca, a margine della sua relazione annuale nella recente manifestazione “A te il microfono”, in cui ha sfiduciato pubblicamente Cacopardo.

“Stiamo facendo una modifica del fabbisogno del personale – ha detto De Luca – prevedendo l’assunzione di 20 nuovi colleghi della Polizia locale e prevedendo anche un Comandante in posizione dirigenziale, perché ovviamente c’è la necessità anche su questo fronte di rompere certe connivenze. Se è stato tagliato un palo di una segnaletica e ancora la Polizia Municipale non ha provveduto a farlo sistemare, significa che c’è qualcosa di patologico all’interno della Polizia locale. Lo dico e me ne prendo la responsabilità. L’ho detto più volte al Comandante della Polizia locale. Poi s’incazzano, se ho preso la decisione di mettere a capo della Polizia locale un dirigente che possibilmente non sarà di Taormina, così si rompono certe connivenze una volta per tutte. Perché queste cose non si possono sentire, e ormai a questo si arriverà. Vediamo i musi lunghi e quanti verranno a rompermi i cog**oni e a chiedermi spiegazioni, e parlo di alcuni all’interno del palazzo stesso. Queste cose mi fanno andare il sangue alla testa”.

Queste le parole di De Luca, che aveva nominato Cacopardo nuovo Comandante della Polizia locale nel settembre 2024 a seguito dello scontro con l’allora Comandante, Lo Presti. Ora la storia si ripete.

Nel frattempo, ovviamente, appaiono molto discutibili le affermazioni del sindaco De Luca, con una sortita e una vicenda che ci sarà tempo e modo per commentare e approfondire.

De Luca ancora una volta tuona e arremba, affonda il colpo. Esonda nel silenzio glaciale dei suoi compagni di viaggio e nell’inesistenza della politica locale che gli ha regalato la scena di una stagione da monologo assoluto. Così si ripropone, ancora una volta, il copione, eloquente ed impietoso, della posizione di estrema debolezza di assessori e consiglieri che fanno da contorno e da coreografia, assecondano il primo cittadino e lo applaudono su ogni fronte, senza il minimo di sussulto di coraggio rispetto all’esigenza di un confronto, tanto più sulle cose sbagliate o da rivedere. E’ la stagione dell’uomo solo al comando e degli spettatori che ossequiano gaudenti la semi-divinità. Punto e basta.

Su una cosa ha ragione il sindaco: “C‘è la necessità anche su questo fronte di rompere certe connivenze“. E qui è vero. Peccato che ancora una volta Cateno De Luca abbia sbagliato bersaglio. Ma lui d’altronde Taormina la conosce poco o nulla, la vive a “spizzichi e bocconi”. Una larga parte delle decisioni vengono prese da De Luca, talvolta pure in condominio con il suo quasi pari grado Massimo Brocato (sindaco “ombra”) sulla base di racconti altrui, sussurri e/o informazioni che gli arrivano de visu quando torna al palazzo o via chat dai suoi assessori, consiglieri e collaboratori, che in quel caso ritrovano la parola. Ovviamente l’importante è non contraddire il sindaco. Mai.

Da parte nostra solidarietà totale al Comandante Cacopardo, professionista serio e onesto, persona perbene che merita stima e rispetto. Un uomo che ha subito fatti gravi in passato e che ne hanno procurato serie conseguenze alla sua salute. Cacopardo lo conosciamo molto meglio di De Luca e soprattutto, al netto delle divergenze che nella vita ci stanno sempre, non meritava questa mortificazione (come non la meritava il suo predecessore). Chissà che proprio la sfiducia all’orizzonte di Cacopardo non possa portare in dote anche il retrogusto amaro e inatteso di qualche colpo di scena sulla trama di questa stagione politica a Taormina.

Nel frattempo, di questi tempi al palazzo municipale di Taormina i rapporti umani, prima ancora che politici o lavorativi, sono diventati elemento marginale, sullo sfondo. Un apostrofo sul rito autocelebrativo “I’m the best one”. Io, Dio e poi il diluvio. E i rapporti umani, quelli che dovrebbero rappresentare l’abc di tutto? Chi se ne frega, un dettaglio, un fastidio. Valgono più o meno quanto un barattolo di yogurt a scadenza. Usa e getta. Forza alla banda, avanti il prossimo.

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