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I dazi non fermano Arnault: Lvmh va alla conquista degli Usa con un nuovo hub di produzione

La scure dei dazi non ferma Lvmh. Bernard Arnault sa da sempre che il momento di mettersi a correre ancora più veloci è quello in cui all’orizzonte c’è un ostacolo e il re del lusso non si lascia condizionare nemmeno dalla frenata del secondo trimestre (-9%) e va al contrattacco.

«Apriremo un nuovo laboratorio Louis Vuitton in Texas per soddisfare la domanda». L’annuncio arriva direttamente dal patron del colosso del lusso francese, che nella sua visione strategica non fa mistero di guardare Oltreoceano con pragmatismo industriale. Le parole di Arnault, insomma, non si prestano a troppe interpretazioni.

Louis Vuitton – come rimarcano Benedetta Migliaccio ed Eleonora Agus su MilanoFinanza.it – possiede già un sito produttivo in Texas, Rochambeau, inaugurato nel 2019. Ora, a distanza di cinque anni, si prepara a raddoppiare. Il nuovo laboratorio sorgerà vicino a Dallas e dovrebbe essere consegnato tra fine 2026 e inizio 2027. “Negli Stati Uniti – ha spiegato Arnault in un’intervista alla stampa francese – Vuitton aveva già un laboratorio. Oggi ne abbiamo tre. E stiamo crescendo ancora”.

Il nuovo hub produttivo dovrebbe essere pronto tra due anni ma nel frattempo Arnault ha evidenziato, ovviamente, il suo auspicio che possa arrivare un’intesa tra Unione Europea e Stati Uniti nella partita sui dazi, non sottacendo “l’impatto potenzialmente devastante sul settore della moda”, che un mancato accordo tra le parti potrebbe determinare negli scenari internazionali concernenti il lusso.

Intanto Lvmh, in Europa, continua a puntare forte e una delle località strategiche per l’impero del lusso è Taormina, dove il gruppo francese possiede la proprietà di due hotel a 5 stelle, tre boutique ed anche un cocktail bar nel cuore della città.

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