TAORMINA – Il 23 gennaio scorso un’indagine dei flussi turistici a cura di Booking ha analizzato i soggiorni selezionati tra il primo gennaio e il 31 maggio di quest’anno, per soggiorni in Sicilia previsti tra l’1 luglio e il 30 agosto, registrando per la Sicilia una crescita del 52% nelle ricerche dagli Usa, ma anche del 51% dal Regno Unito. E la meta più ricercata, la più richiesta e desiderata è, ovviamente, Taormina. Non una novità ma una conferma.
A commento dei dati di Booking è poi arrivato un post social del sindaco di Taormina, Cateno De Luca: “Le nostre strategie cominciano a dare buoni risultati. Taormina la più gettonata nel periodo gennaio maggio 2025 e’ un risultato veramente straordinario!
Grazie di vero cuore”. E da lì si è accesa la polemica con la contesa politica ed il seguito che poi, come sempre, va in scena sui social.
La verità è che non c’è da molto da interpretare o ragionare sui meriti, quelli veri e reali, del momento d’oro del turismo a Taormina, al di là degli eterni effetti benefici della bellezza di cui Dio e Madre Natura hanno dotato questo territorio.
Dopo il biennio di crisi pesantissima della pandemia, il rilancio del turismo a Taormina ha in larga parte una firma, un nome e cognome: Giuseppe Statuto, l’immobiliarista proprietario dell’Hotel San Domenico Palace. Tutto il resto viene a ruota e in quel seguito di gloria contemporanea la politica ha zero meriti e nessuna medaglia da mettersi al petto.
L’elemento che ha portato ad una forte ripresa del turismo in tempi stretti e addirittura ad un’ulteriore crescita di livello della destinazione, è l’operazione con la quale l’immobiliarista ha affidato la gestione dell’Hotel San Domenico al colosso dell’ospitalità di lusso, Four Seasons. Una mossa che ha avuto un impatto clamoroso sul territorio e dentro la quale il detonatore globale perfetto è diventato la serie tv The White Lotus. La scelta di portare questa produzione nel 2021 a Taormina è stata la svolta che ribaltato la prospettiva e ha stritolato le ansie, le preoccupazioni e le incertezze, catapultando la città nella dimensione di una ripartenza straordinaria.
Quello che ha generato The White Lotus è ormai storia, è un effetto poderoso che prosegue ancora adesso. E’ un dato di fatto incontrovertibile. Da lì si è scatenato il boom degli americani che si sono presi la leadership del mercato turistico a Taormina e che hanno deciso di invadere la Sicilia dopo aver visto le immagini della seconda stagione della produzione Hbo girata da queste parti.
Statuto ha capitalizzato al meglio la ristrutturazione del San Domenico mettendolo nelle mani di un gigante mondiale dell’ospitalità di lusso. Four Seasons ha fatto il resto con la forza delle sue professionalità e la scelta lungimirante di riuscire a spostare su Taormina le riprese di una seconda stagione che inizialmente era prevista in un’altra location. Da qui si è innescato un effetto domino eccezionale. Un fenomeno che ha fatto decollare il San Domenico e di cui ha beneficiato tutta Taormina. Un eco senza confini che ha plasmato e corroborato la nuova visione di Taormina come meta preferita dei top brand e che ha anche creato i presupposti per altre novità di grande valenza come il volo Delta giornaliero, che da quest’anno è stato istituito sull’Aeroporto di Catania per collegare la Sicilia con gli Usa (New York). Tutto questo ha innescato un processo virtuoso caratterizzato da aziende importanti che decidono di investire in questo territorio e pur di esserci mettono sul tavolo quelle cifre da capogiro che ormai sono la condicio sine qua non del mercato.
In queste dinamiche, insomma, la politica è un elemento marginale che non c’entra niente col boom degli americani o del turismo in generale. Le “strategie” esaltate da De Luca forse si riferivano, ad esempio, alla riorganizzazione della raccolta rifiuti, dove un miglioramento – ad onore del vero – c’è stato e presentare una città pulita è sempre una cosa buona e degna di un plauso, anche se poi nella voglia di strafare si perde la bussola e si passa da un eccesso all’altro. Il Corso è stato liberato dalla spazzatura alle 10 di sera e tuttavia è stata messa in campo la scelta estrema dell’ordinanza che obbliga i residenti a conferire la spazzatura all’una e mezza di notte. In fondo, sotto questo cielo esistono anche i residenti e meritano rispetto e considerazione. Il conferimento notturno in piena notte non è roba da medaglia al valore, semmai una valutazione da ascrivere al capitolo delle grandi minchiate.
Ecco perché la politica è una presenza che conta poco o forse è più corretto dire che incide nella misura in cui questa fase d’oro del turismo deve cercare di accompagnarla e non infastidirla o vanificarla. Servirebbero (pochi) provvedimenti, con la testa, la logica ed il buon senso per una migliore vivibilità di tutti, il coraggio di ragionare d’insieme con le forze produttive e non il solito rito del rifugiarsi nella comfort zone di decisioni monocratiche partorite da chi – come l’attuale sindaco di Taormina – il confronto (quello vero) lo evita da sempre e non lo vuole, perché è (male) abituato soltanto al (suo) monologo. E allora a Taormina il livello bisogna provare ad alzarlo, non rischiare di affossarlo. Questo non può essere il tempo delle autocelebrazioni né un’epoca di invenzioni monocolore e scelte cervellotiche animate dalla smania di autocelebrarsi e provare a prendersi meriti che non ci sono. Gli amministratori locali, dal sindaco a tutto il contorno, hanno un unico compito da portare avanti, difficile ma non impossibile: cercare di non fare danni. Oneri e onori, senza invasioni di campo. Tutto il resto è cocktail di saliva. Extra banalità di cui Taormina può fare a meno nella stagione del Ducato con la giostra.


