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“Rinascimento Taormina” segnala alla Corte dei Conti “criticità” sulla partecipata Equità Urbana Spa

i consiglieri Nunzio Corvaia e Luca Manuli

TAORMINA – Il gruppo consiliare “Rinascimento Taormina” comunica in una nota di aver “dato seguito a quanto già criticamente evidenziato e denunciato in occasione della seduta del Consiglio comunale, in cui è stata approvata la costituzione della società partecipata “Equità Urbana S.p.A”, nei giorni scorsi ha provveduto a segnalare alla Corte dei Conti una serie di criticità che, secondo i consiglieri Luca Manuli e Nunzio Corvaia, compromettono seriamente la sostenibilità dell’operazione e fanno sorgere non pochi dubbi circa la sua legittimità”.

“In sostanza – dichiara in una nota il consigliere Corvaia – il piano economico – finanziario presenta forti incongruenze, in particolare sul costo del personale, che risulta largamente sottostimato rispetto alle stesse tabelle di fabbisogno contenute negli allegati. Infatti, il costo medio per dipendente è irrealistico e non tiene conto delle figure qualificate previste. Questa distorsione si riflette su tutti gli indicatori di bilancio e rende inattendibili i margini di sicurezza e gli schemi di conto economico su cui si fonda la sostenibilità della società”.

“Ancor più grave – aggiunge il capogruppo Manuli – è l’aver verificato e scoperto che il contratto di servizio approvato sia stato chiaramente copiato da quello del Comune di Torino. A conferma di ciò, l’insensata previsione che la nuova partecipata debba gestire, attraverso un call center, 100.000 chiamate l’anno. Eppure, nel contratto non è previsto alcun riferimento alla creazione della banca dati unica, che nei documenti ufficiali è indicata come il fulcro operativo del progetto. Ben si può comprendere, dunque, come questa evidente contraddizione mina profondamente la coerenza dell’intera dell’operazione”.

“Pertanto, il gruppo consiliare “Rinascimento Taormina” – conclude il documento – sottolinea come tali premesse risultano assai fragili e non in grado di sostenere la creazione di una società partecipata, avendo appurato la carenza di stime credibili e la presenza di un contratto standardizzato, non contestualizzato e adatto al territorio. Per tali motivazioni, ha proceduto a segnalare la vicenda alla Corte dei Conti, al fine di richiedere un quanto mai opportuno e tempestivo approfondimento non solo sulla legittimità dell’atto ma, anche, sulla congruità delle previsioni economiche e sul corretto uso delle risorse pubbliche”.

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