TAORMINA – “Scusateci se non prendiamo tangenti!”. E’ lo slogan, con tanto di maglietta, scelto da Cateno De Luca, che in una conferenza stampa tenutasi al palazzo municipale di Messina è passato al contrattacco rispetto alle polemiche sulle “donazioni” a Sud chiama Nord.
“Non sono ancora morto – ha detto De Luca, respingendo le contestazioni a Sud chiama Nord -. Voglio ricordare a qualcuno che sono quello che ha preso il 26% alle Regionali del 2022. Sconto la colpa di essere il fondatore di un partito e di aver conseguito certi record. Avete a che fare con la persona che da solo ha raggiunto quel 26% contro tutto e tutti. Quindi bisogna avere rispetto del primo partito di opposizione. Teorie e paradigmi sono buoni per i salotti, il padrone è il popolo. Ad ora il dato è questo, poi vedremo quale sarà, anche in funzione di quelle che saranno le decisioni, che apparterranno a noi e non sono condizionabili. Ho avuto problemi di salute ma non mi sono rincoglionito”.
De Luca minaccia azioni legali e aggiunge: “Vogliono colpire la nostra immagine di buoni amministratori e poi vogliono indebolirci e delegittimarci, così sarà meno difficili isolarci o acquisirci con la classica mangiata di pasta. E invece noi andiamo avanti e non ci facciamo intimidire da nessuno. Dal 2018 a oggi tra la Città Metropolitana, il Comune e le partecipate abbiamo avuto a che fare con oltre mille professionisti. Parliamo di avvocati, ingegneri, architetti, geologi, geometri ed altri. Oltre 500 imprese e oltre mille fornitori di beni e servizi fra consulenti e società. Sono stati sputtanati nomi alla Sherlock Holmes come se si stesse scoprendo l’acqua calda. Respingo tutto. C’è chi ha deciso di sostenere il partito liberamente. La libertà non ha prezzo. Qualcuno ha fatto presupporre che prendiamo tangenti. Assolutamente no, è falso”.


