Una storia straordinaria di dedizione e sacrificio. E’ l’avventura del giovane spagnolo che attraversa la Sicilia con passo deciso, uno zaino sulle spalle e tanta gratitudine. Si chiama Adriàn Pelayo: la sua destinazione è il Vaticano. Ma il messaggio che porta con sé è molto più di un semplice viaggio: è un messaggio di unione, speranza e generosità. Non solo un’avventura spirituale ma una sfida umana alla convenzione. «Vado avanti senza soldi, senza autostop, affidandomi alla generosità e agli incontri quotidiani. È davvero un cammino da scoprire ogni giorno, perché non sai mai cosa accadrà. È pura provvidenza, puro carpe diem” spiega Adriàn. Non segue mappe o piani preconfezionati: ogni giorno decide dove dirigersi, guidato dai sentimenti e dalle persone che incontra.
Un seme da Gerusalemme, un albero da benedire. L’idea di questo cammino nasce da un’esperienza spirituale precedente. Dopo aver percorso a piedi il tragitto da Marbella al Monastero di Santo Toribio de Liébana, in Cantabria — dove è custodito un frammento del sacro Lignum Crucis — Adriàn ricevette dei semi provenienti da Gerusalemme li ha seminati e sta crescendo un piccolo albero, che sta portando con lui nel viaggio verso Roma. «La mia intenzione è farlo benedire dal Papa e poi riportarlo al monastero come simbolo di unione tra due luoghi sacri.», racconta.
La Sicilia: un abbraccio di accoglienza e bellezza. “La Sicilia mi ha sopraffatto emotivamente, non solo per la sua bellezza, ma per il cuore della sua gente – racconta Adriàn. “Da quando ho iniziato questo cammino ogni giorno è diventato un’avventura che mi lascia il segno. Ho vissuto così tante esperienze che ancora non riesco a elaborarle del tutto, credo che solo quando finirò il cammino riuscirò a farlo con calma. Avevo già fatto un cammino simile in Spagna, dove le persone sono state molto ospitali e non ho mai ricevuto un no. Ma in Sicilia è come se tutto fosse moltiplicato per tre. La generosità e la gentilezza qui sono travolgenti.”
Il momento indelebile. Tra i ricordi più intensi, la scalata all’Etna: 3.008 metri di ascesa faticosa ma carica di stupore. “Sentire il vulcano vivo, vederne il cratere in attività mi ha toccato nel profondo”. Un altro momento di forte impatto a Noto, dove Adriàn ha dormito tre notti all’interno della cattedrale, ospite del parroco “Il silenzio, la storia e la bellezza di quel luogo mi hanno toccato profondamente l’anima” continua Adrián.


