TAORMINA – Andata e ritorno in 146 giorni. Il 29 gennaio 2025 c’era stata la nomina a direttore del Parco archeologico di Naxos-Taormina, poi il 23 giugno 2025 la nota in cui ha chiesto di essere assegnato “ad altro incarico” ed il giorno successivo l’incarico di nuovo dirigente della Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Messina. E’ durata decisamente poco, neanche 6 mesi, l’esperienza dell’arch. Orazio Micali alla guida del Parco di Naxos-Taormina.
Si era insediato a Villa Caronia il 2 febbraio scorso e se ne va al tramonto di giugno per fare ritorno alle Belle Arti di Messina, dove era già stato soprintendente dal 2016 al 2019.
“Micali ha chiesto di essere assegnato ad altro incarico”, ha evidenziato nell’atto di nuovo incarico il dirigente dell’assessorato ai Beni Culturali, Mario La Rocca, aggiungendo che si è “ritenuto di poter accogliere la richiesta manifestata”. Il 23 giugno scorso è stata formulata dal dirigente generale la proposta di conferimento dell’incarico di dirigente responsabile della Soprintendenza di Messina, accettata dall’ arch. Micali il giorno stesso. E adesso dal 1 luglio Micali sarà così in carica a Messina, mentre a Taormina arriverà un nuovo direttore, con lo sprint già partito per la successione.
Sin qui la parte formale della procedura. L’addio di Micali è una scelta di carattere personale. Oppure c’è altro? Dinamiche di carattere politico e relative “frizioni” hanno portato a questo nuovo incarico? Il trasferimento lo ha chiesto Micali di sua spontanea iniziativa? Micali, al netto di alcune scelte sbagliate che ha fatto nella sua breve esperienza a Taormina e che lo hanno “isolato” rispetto al territorio, è persona perbene ed è un professionista serio. Nel suo percorso di lavoro, in altri ruoli di responsabilità, ha anche dovuto affrontare, in passato, difficoltà ambientali a cui ha saputo resistere ed è andato avanti con tenacia e rigore. Non è il tipo che molla e si arrende. Poi non ha mai avuto un carattere semplice. E a Taormina qualche momento di tensione s’era già affacciato all’orizzonte.
Una cosa è accaduta, e su questo non ci piove, il 18 maggio scorso. Quel pomeriggio il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, ha sganciato un siluro, in un suo post social, all’indirizzo del direttore del Parco. “Mi dispiace apprendere – scriveva De Luca – che alcuni visitatori del Teatro Antico di Taormina si sono lamentati per i lavori di allestimento dell’evento Bulgari in programma per domani sera. L’evento era stato inizialmente patrocinato dal Comune di Taormina, ma il Parco Archeologico Naxos Taormina senza alcuna spiegazione ha deciso di inserirlo nella propria programmazione con il suo diretto patrocinio. Non ci sono dubbi che i vertici gestionali del Parco Archeologico avrebbero dovuto informare i tour operator delle attività e dei lavori preparatori di un evento a carattere mondiale che siamo orgogliosi di ospitare nella nostra meravigliosa Taormina. Chiedo scusa a nome dell’Amministrazione comunale per l’inconveniente che si è registrato con l’augurio che i vertici gestionali del Parco Archeologico applichino in futuro gli elementari principi di buona amministrazione evitando il ripetersi di queste incresciose vicende che mettono a repentaglio la reputazione del Comune di Taormina e della Regione Siciliana“.
Ed eccolo l’affondo di De Luca: “Dopo aver collaborato con Gabriella Tigano, direttore del parco Archeologico Naxos Taormina fino ad ottobre scorso, ed apprezzato la sua grande capacità organizzativa e gestionale oltre all’amore ed all’umiltà impressa nella sua funzione pubblica ritengo che l’attuale direttore del Parco sia del tutto inadeguato al ruolo”.
Insomma non c’era feeling tra De Luca e Micali ed il caso Bulgari è stato la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Prima ancora c’erano state anche e soprattutto divergenze tra i due circa la questione dell’utilizzo del Teatro Antico, per la programmazione delle 5 giornate al mese che spettano ora al Comune di Taormina per effetto della norma votata all’Ars nel 2023.
Riavvolgendo il nastro, il sindaco aveva accolto Micali il 17 febbraio con una bella stretta di mano al palazzo municipale: “Benvenuto al dottor Orazio Micali nuovo direttore del Parco Archeologico Naxos Taormina!”, aggiungendo: “Stamattina ci siamo confrontati con il dottor Micali sulle dinamiche dei grandi flussi turistici e la consequenziale necessità di una lungimirante programmazione”. Poi dopo quella mattinata nel rapporto tra i due è scesa la notte fonda, il gelo polare artico, con quel siluro del 18 maggio in cui De Luca ha bollato il direttore del Parco come “inadeguato”. Fine delle trasmissioni, stop al confronto. Sono volati stracci. E quando si arriva a quello step si sa che diventa difficile convivere e coesistere in un territorio come Taormina. Tanto più se l’interlocutore è Cateno De Luca.
I soliti malpensanti ipotizzano che 1+1 possa fare 2 e che, insomma, l’addio di Micali possa essere in qualche modo ricollegabile o riconducibile proprio all’assenza di sintonia – diciamola elegantemente così – con il sindaco De Luca.
Noi ovviamente non ci crediamo. Sarà stata una scelta in piena autonomia presa da Micali. I malpensanti sostengono, tuttavia, che il sindaco e onorevole De Luca potrebbe aver rappresentato ai piani alti di Palermo i suoi rapporti non idilliaci con il direttore del Parco di Naxos-Taormina ed il malumore rispetto all’operato dell’arch. Micali. E’ andata in questo modo? Saranno sicuramente le solite insinuazioni di cortile. Fatto sta che De Luca quello che pensa lo ha scritto pubblicamente, senza fare giri di parole.
Non spetta a noi dire se quella bordata del 18 maggio sia stato un indizio e un segnale premonitore o magari una pura casualità rispetto ai fatti di queste ore. In verità, nemmeno ci appassiona troppo tutta questa vicenda.
Un’altra certezza comunque c’è. Nelle valutazioni per la successione alla direttrice Gabriella Tigano che lo scorso autunno era andata in pensione, all’inizio del 2025 ai vertici dell’Amministrazione di Taormina c’era, come dire, un auspicio, del tutto spassionato, da parte del sindaco (ufficiale) di Taormina, Cateno De Luca. Ed è una valutazione che veniva condivisa pure dall’altro sindaco (quello “ombra”) Massimo Brocato. Si guardava con simpatia all’eventuale individuazione di un’altra figura e non a Micali, rispetto cioè a quale professionista avrebbe nominato da lì a breve l’assessorato. Tecnicamente si potrebbe definire “sostegno esterno”, visto che Sud chiama Nord non è al governo. E la parola “professionista”, a sua volta, è un sostantivo “democratico”, che nella lingua italiana vale al maschile ma anche al femminile.
Poi era arrivato Micali. E si sa che quando i rapporti non cominciano bene o nascono con una debole condivisione di intenti, se non di circostanza, il finale della storia è già scritto. Tanto più nel Ducato di Taormina. Procedura lampo. Tasto stop, avanti il prossimo.


