Due attentati sventati, infiltrazioni ai vertici della sicurezza nazionale ucraina e un’operazione in territorio polacco con l’aiuto di ex agenti sovietici. Sono questi gli elementi che emergono dalle dichiarazioni del capo dei Servizi di Sicurezza ucraini (Sbu), Vasyl Maliuk, che ha rivelato alla stampa l’esistenza di due complotti per assassinare il presidente Volodymyr Zelensky.
“Lo scorso anno abbiamo condotto un’operazione importante”, ha detto Maliuk, citato dal Kyiv Post. “Uno degli arrestati era il capo di un dipartimento della Guardia di Stato ucraina (Udo), incaricato della protezione della leadership nazionale. Lavorava per l’Fsb russo. Insieme a lui è stato fermato anche un colonnello”. Secondo il racconto dell’intelligence, i due alti ufficiali ucraini stavano collaborando con i servizi di sicurezza russi per pianificare un attacco diretto all’ufficio presidenziale nel cuore di Kiev.
Ma la minaccia non si è limitata al territorio ucraino. Il capo dello Sbu ha confermato anche un secondo piano di eliminazione fisica del presidente Zelensky, questa volta durante una sua visita in Polonia. Il luogo designato era l’aeroporto di Rzeszów, snodo strategico per la logistica militare e gli incontri internazionali legati al conflitto ucraino.
Secondo Maliuk, l’autore del piano sarebbe stato un ufficiale polacco in pensione, “reclutato decenni fa dai servizi sovietici e recentemente riattivato come agente dormiente”. Il piano è stato sventato grazie a un’operazione congiunta tra i servizi di sicurezza ucraini e le autorità polacche. “L’obiettivo era chiaro: eliminare fisicamente Zelensky a Rzeszów”, ha dichiarato.
Fonte: Euronews Italia


