TAORMINA – Si conclude Taobuk e prima ancora è andato in archivio il Taormina Film Fest, così si spengono i riflettori sulla consueta parentesi di giugno dedicata in città alle passerelle e ai salotti. Ha fatto discutere, lo si è detto, la scelta “double face” del sindaco di Taormina, Cateno De Luca che, rispetto ai due eventi sostenuti da Fratelli d’Italia e dall’assessore al Turismo, Elvira Amata, prima si è assentato dalla rassegna sul cinema e ha poi presenziato nella settimana successiva al festival del libro, ma ora si va oltre.
De Luca punterà a questo punto a “sfidare” Taormina Arte in quel campo artistico e culturale locale che vedrà in azione la nuova fondazione costituita dal Comune di Taormina. Le sue scelte destano molte perplessità ma, in ogni caso, non è difficile immaginare che l’obiettivo della neonata Fondazione Taormina sarà anche o soprattutto quello di legittimare la scelta dell’addio del Comune a TaoArte. Di riflesso si tenterà, insomma, dì evidenziare le difficoltà che persistono per l’ente che vede ormai la Regione come unico socio.
La Fondazione Taormina Arte non riesce a rilanciarsi e e appare sempre più distante dal territorio, a differenza di quanto avveniva in passato. E sta affrontando pure la necessità di un nuovo riequilibrio dei conti, rispetto a delle sofferenze economico-finanziarie che sarebbero maturate nelle estati passate per effetto di scelte artistiche infelici. Il Comune di Taormina se n’è andato e, con la sua fuoriuscita, ha lasciato tutta la scena alla Regione. Onori e oneri. Luci e ombre. Ma soprattutto la responsabilità di dare una identità forte alla fondazione, che tuttavia sin qui fatica e rimane ancorata alle dinamiche esterne alla città e agli indirizzi politici palermitani (o messinesi). Ma poi Taormina e’ un’altra cosa.
E la Regione, e nello specifico l’assessorato al Turismo, che guida i destini di TaoArte, al netto dei sussulti mediatici di questo giugno (meriti da attribuire per la quasi totalità alla “vulcanica” Tiziana Rocca) non è ancora riuscita a trovare la via della rinascita per la fondazione nata sulle ceneri del vecchio comitato. La storia racconta che ai tempi dell’allora comitato TaoArte era una realtà centrale nella cultura della città e più in generale per il territorio. Oggi è una realtà come altre, niente di più e niente di meno. Un pò come una squadra di calcio che un tempo lottava per andare in Champions League e adesso veleggia a metà classifica. Magari indovini una bella gara, con l’evento giusto, ma poi alla fine la classifica sempre quella rimane.
Sin qui a salvare il salvabile è stata l’abilità di Tiziana Rocca, che ha rilanciato il Festival del Cinema, alzando il livello nella 71esima edizione della rassegna, ma paradossalmente proprio la forza dimostrata dalla Rocca ha confermato e messo a nudo in modo significativo la debolezza odierna di Taormina Arte.
E non finisce qui. Nei prossimi mesi potrebbe esserci da affrontare per Taormina Arte anche ulteriori problematiche, come quella della sede della Fondazione, che si trova in Corso Umberto n.19. Sull’immobile fruito da TaoArte da diversi anni a queste parte in locazione, c’è da capire cosa accadrà e quali intendimenti avrà la proprietà sull’utilizzo del bene. La Fondazione TaoArte riuscirà a trovare una soluzione per rimanere negli attuali uffici oppure, a conclusione di questa stagione, dovrà prepararsi a lasciare l’immobile e individuare un’altra struttura? Il momento della verità arriverà nei prossimi mesi.


