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Tari a Taormina: ora la stangata, poi la carezza: De Luca anticipa lo scenario

TAORMINA – Il sindaco Cateno De Luca torna sulle prospettive per il servizio di raccolta rifiuti, fissa l’obiettivo sulla differenza ma tra le righe dà anche un’anticipazione sullo scenario che si prospetta a Taormina da qui al 2027 in questo contesto, con la bollettazione Tari.

“Forse raggiungeremo la soglia dell’ 80% di raccolta differenziata nei prossimi mesi anche se non rientrava nei nostri obiettivi immediati dovendo invece focalizzare le nostre energie per impostare dal nulla un servizio che fino a giugno scorso ci ha visto protagonisti di scontri con la società privata che si era aggiudicato il servizio”. Queste le parole di De Luca, che poi si sofferma sulla Tari e fa capire come intende muoversi da qui ai prossimi due anni.

“Il costo del servizio – scrive De Luca in un post social – è aumentato solo di circa il 30% per le utenze non domestiche e solo di circa il 15% per le utenze domestiche rispetto al passato perché abbiamo scovato molti evasori che non avevano mai pagato la Tari con le probabili coperture di qualche funzionario municipale compiacente – ma ancora siamo solo all’inizio! -. Siamo convinti che come già fatto a Messina, il costo della Tari tra due anni sarà uno dei più bassi d’Italia tra le eccellenze turistiche come Taormina”.

Come si ricorderà, di recente, il Consiglio comunale a Taormina ha disposto un aggiornamento “indigesto” ai contribuenti per il 2025, con l’approvazione delle tariffe, del Piano economico-finanziario della tassa rifiuti 2024-2025, che ha sancito un aumento del costo totale del servizio di quasi il 59%, ossia da 5.437.000 del 2024 a 8.639.000 euro dell’anno in corso.

Si sono impennati, quindi, i costi di spazzamento e lavaggio strade (+1,2 milioni), anche perché le unità di personale sono diventate 80 ed è stata intensificata la frequenza dello spazzamento, dello svuotamento dei cestini sul corso e sulle spiagge, la scerbatura avviene a cicli continui, inoltre sono stati noleggiati nuovi mezzi elettrici per la raccolta porta a porta pomeridiana a supporto delle attività commerciali e introdotti o incrementati servizi, come lo svuota-cantine. I costi della raccolta differenziata sono aumentati di 1,6 milioni, mentre quelli per l’indifferenziata registrano un -600.000 euro, quindi l’aumento effettivo è stato di Un milione. In bolletta scatteranno così, in buona sostanza, aumenti percentuali dal 35% al 38% per le utenze non domestiche e tra le 48 e 55 euro per le utenze domestiche, in base al numero dei componenti del nucleo familiare.

A seguito delle proteste che c’erano state sul tema, lo stesso De Luca aveva risposto: “Io ho i miei metodi e me ne assumo la responsabilità. Non è pensabile che per 30-40 utenti si possa sporcare il lavori di altri 300 utenti. Se andiamo a contare le attività commerciali, il numero è quello. Perché 300 si adeguano e trovano le soluzioni, facendo sacrifici e 30 no, non si vogliono piegare”.

A questo punto si delinea lo scenario. Oggi, intanto, è il momento dell’aumento in bolletta e tra due anni verrà il tempo del ribasso del costo della Tari. Prima la stangata, poi la carezza.

Tra due anni ci si avvicinerà al tramonto del quinquennio di governo locale e alle prossime elezioni Amministrative, che in teoria sono previste per il 2028 ma che a Taormina quasi certamente avverranno prima, perché nel 2027 si voterà già per le Regionali e le Politiche. Ma questo, ovviamente, nulla c’entra con i discorsi sulla Tari ed è solo una pura coincidenza cronologica sul calendario, che esulta dalle dinamiche amministrative…

Verrà l’ora di giubilo in cui a Taormina cominceranno a scendere le tasse e “tra due anni il costo della Tari sarà uno dei più bassi d’Italia“. Mettete lo spumante in ghiaccio. Ora è il tempo si soffrire e resistere. Così vuole la dura legge della giostra.

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