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“Paralisi totale all’ex Provincia”: il caso finisce dal Prefetto. Ma da Taormina c’è un ordine: “Aspettare…”

Si accende il clima politico all’ex Provincia Regionale di Messina. Il sindaco di Mazzarrà Sant’Andrea, prof. Carmelo Pietrafitta, componente del neo eletto Consiglio Metropolitano, denuncia la “totale paralisi funzionale del Consiglio Metropolitano” di Messina.

Lo afferma in una nota indirizzata al presidente della Città Metropolitana, al presidente della Regione Siciliana, all’assessorato Regionale delle Autonomie Locali e al Prefetto di Messina. Pietrafitta è il consigliere che è risultato il più votato nella Provincia di Messina e più in generale in tutta la Sicilia alle elezioni del 27 aprile scorso.

Nel suo documento, Pietrafitta segnala la “totale paralisi funzionale del Consiglio Metropolitano per mancata predisposizione degli atti fondamentali per l’esercizio della rappresentatività democratica ed istituzionale” e, inoltre avanza “diffida ad adempiere e richiesta di urgente intervento degli Organi di controllo esterni”.

Pietrafitta, in sostanza, lamenta la situazione di impasse dell’ex Provincia regionale di Messina, perché i consiglieri sono stati eletti ma non c’è ancora la Giunta. Alla guida della Città Metropolitana, com’è noto, c’è il sindaco di Messina, Federico Basile, fedelissimo del sindaco di Taormina, Cateno De Luca.

Ad oggi, quando è trascorso un mese dalle elezioni, non è ancora operativo il Consiglio Metropolitano e non sono stati nominati gli assessori e l’iter a passo blando non è poi così sorprendente. I soliti malpensanti (o benpensanti, fate voi) sostengono che non ci sarebbe nessuna fretta o poca voglia di nominarli immediatamente. Aspettare e temporeggiare. Fare con calma, molta calma. Questa sarebbe l’indicazione politica o l’ordine di scuderia (punti di vista) da parte di Cateno De Luca, perché Sud chiama Nord non ha la maggioranza al Palazzo dei Leoni e non può fare da sola ma nominare la Giunta ora significherebbe dover uscire allo scoperto con il centrodestra.

De Luca, si sa, flirta da mesi con il centrodestra, a Roma tratta con Arianna Meloni e Fratelli d’Italia e a Palermo cerca di fare asse con il presidente Renato Schifani, ma vorrebbe fare “l’elastico”, come si dice in gergo politico. Si avvicina ma non troppo. Vuole cioè tenersi le mani libere sino a dicembre, quando ci sarà il congresso di Sud chiama Nord, il suo movimento che ufficialmente ha lasciato ma che nei fatti non ha mai abbandonato neanche per un istante. Ecco perché in un modo o nell’altro, come ad esempio con uno statuto da aggiornare e che richiede tempo per essere rivisto, De Luca vorrebbe fare scorrere il calendario, scavallare l’estate e approdare all’autunno, per proiettarsi verso il finale del 2025, mettersi alla finestra e scrutare l’orizzonte per decidere in via definitiva le sue mosse. Basile è stato “catechizzato” anche (ma non solo) su questo da De Luca. I due si sono visti tra l’altro a Taormina, a pranzo, in un noto ristorante di Porta Catania, qualche giorno fa. E d’altronde nominare adesso gli assessori significherebbe dover battezzare subito l’alleanza con il centrodestra, in una fase in cui De Luca non vuole ancora esporsi e intende aspettare pure di capire cosa accadrà nel centrosinistra, dove al momento c’è un disastro totale ma il sindaco di Taormina non ha rinunciato alla speranza di una chiamata in extremis per guidare una coalizione alternativa all’attuale governo (ma Pd e M5S sin qui non aprono). Altrettanto chiaro, d’altronde, a De Luca è il clima che accompagnerà le sue probabili seconde nozze con il centrodestra, che non saranno esattamente “rose e fiori” e in tanti lo aspettano al varco, pronti a dargli un bacio in fronte di bentornato ma con poca voglia di farsi portare a spasso dalla sua “visione strategica” che punta evidentemente a centrifugare le attuali alleanze e a tentare di mettere all’angolo alcuni big per tessere la trama di nuovi equilibri.

Questa, intanto, la nota del Consigliere Metropolitano, Carmelo Pietrafitta: “Sono costretto a rivolgermi direttamente all’On.le Presidente della Regione Siciliana, ed a sollecitare l’intervento dell’Ufficio Ispettivo dell’Assessorato Autonomie Locali, oltre che di S.E. Prefetto di Messina, per tentare di addivenire, in tempi celeri, al superamento di condizioni di inaccettabile stallo democratico, funzionale e rappresentativo all’interno del neo-costituito Consiglio Metropolitano di Messina.

Com’è noto, le elezioni per la formazione di detto fondamentale organo deliberativo della Città Metropolitana si sono svolte lo scorso 27 aprile 2025 e, da quella data a tutt’oggi, a parte una solenne cerimonia di insediamento, null’altro è stato possibile attivare o porre in essere dal momento che manca del tutto sia lo Statuto che il Regolamento di funzionamento del Consiglio Metropolitano con i quali, ai sensi di quanto disposto dagli art. 3 e 14-bis della L.R. 15/2015 e s.m.i. vanno stabilite le norme fondamentali dell’organizzazione dell’Ente, specificate le attribuzioni degli organi, le forme di garanzia e le modalità di partecipazione allo svolgimento delle funzioni istituzionali”.

Nella sostanza, una volta individuati a seguito di regolare elezione, i componenti del Consiglio Metropolitano di Messina, gli stessi non hanno – a tutt’oggi – alcuna possibilità di svolgere la loro funzione rappresentativa e di esercitare il proprio munus publico, come se, una volta inseriti nella foto di gruppo e ricoperti da ridondanze mediatiche, tutto fosse già stato compiuto e non venga più avvertita alcuna necessità o urgenza di provvedere per consentire ai Consiglieri neo-eletti di esercitare concretamente il proprio ruolo”.

“Ciò che anzi traspare, in base alla valutazione oggettiva dei comportamenti dei soggetti coinvolti nella questione, è quasi una certa insofferenza rispetto all’attivazione di questo nuovo organo istituzionale dal momento che nessuno spazio, né locali, sono stati finora nemmeno individuato o assegnati ai componenti del Consiglio Metropolitano ai quali, pertanto, fino ad oggi, è stato consentito soltanto di poter vagare inoperosi all’interno dei corridoi della sede di Corso Cavour in attesa di un possibile cenno dall’alto”.

Sono state del tutto vane, fino a questo momento, le richieste e le sollecitazioni formulate dal sottoscritto direttamente al Sindaco Metropolitano dr. Federico Basile ed alla Segretaria Generale d.ssa Rossana Carrubba volte alla predisposizione ed all’approvazione di detti fondamentali strumenti regolatori e di funzionamento delle Istituzioni rappresentative in ambito metropolitano, in mancanza dei quali, si ribadisce, si verifica un inaccettabile vulnus democratico ed il totale blocco di ogni attività amministrativa dell’Ente”.

Per tutto quanto sopra, stante l’assoluta chiarezza della condizione di grave impedimento istituzionale che in atto si verifica, invito e diffido il Sindaco Metropolitano di Messina ad intervenire con l’urgenza che il caso richiede, abbandonando ogni possibile resistenza o superando l’incuranza che fino ad oggi impedisce al neo-eletto Consiglio Metropolitano di potersi materialmente attivare ed esercitare il fondamentale ruolo democratico per il quale la legge lo ha costituito”.

Invoco, per il caso di ulteriore ed eventuale protrarsi di detta inaccettabile situazione, l’intervento diretto del Presidente della Regione Siciliana, On.le Renato Schifani, anche per il tramite dell’Ufficio Ispettivo dell’Assessorato Autonomie Locali, unitamente all’autorevole e diretto intervento di S.E. Prefetto di Messina per ovviare allo stato di crisi rappresentativa-funzionale dell’istituzione locale che, oltre a costituire aperta violazione, assume ogni giorno di più il sapore della beffa per i cittadini i cui interessi fondamentali sembrano soccombere o restare soppiantati da occulte manovre di palazzo“.

Attenderò rispettosamente il riscontro da parte delle Istituzioni interpellate, in merito a quanto quivi segnalato rappresentando in ogni caso che, con altrettanta intransigenza, laddove nessun cambiamento verrà comunque a verificarsi nell’immediato, non mancherò di difendere – in ogni sede istituzionale o presso le competenti Autorità – le prerogative di Consigliere Metropolitano che mi appartengono ed il ruolo di rappresentante della collettività conferitomi in conseguenza del voto espresso nelle recenti elezioni del contesto metropolitano“, conclude Pietrafitta.

E allora sarà interessante vedere finirà questo capitolo della storia, che magari si sbloccherà da un momento all’altro con un bel lieto fine. E d’altronde non si può sempre scaricare la colpa sui dirigenti. Mica ci si potrà arroccare sulla narrazione che per fare la Giunta di Palazzo dei Leoni serve tempo perché bisogna predisporre gli adempimenti tecnici e amministrativi? La segretaria generale, Rossana Carrubba, la conosciamo bene, ha fatto bene a Taormina e si è confermata a Messina persona capace, incisiva e svelta: non la si potrà certo biasimare per il doppio carico di lavoro e di responsabilità che si trova ad affrontare tra ex Provincia e Comune. Se poi ci sarà bisogno di un’accelerazione immediata c’è sempre la possibilità di fare un salto al Comune di Taormina e giocarsi il jolly. Affidarsi all’usato sicuro per risolvere la questione in 10 minuti: De Luca può contare sulla grande solerzia del suo super-esperto, sindaco ombra di Taormina e neopresidente della Patrimonio Taormina, Massimo Brocato, che è riuscito nel capolavoro di preparare tutti gli atti delle partecipate (con lo schema Messina) in una tempistica più rapida di Flash Gordon. Volere è sempre potere. Non volere è un’altra storia. Fiat voluntas Cateno.

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