TAORMINA – Le elezioni Provinciali del 27 aprile in Sicilia saranno una tornata elettorale di secondo grado per soli addetti ai lavori, con tanti saluti al coinvolgimento diretto degli elettori. Così è stato deciso e così sarà. Le liste sono presentate e su Messina lo scenario politico che si è determinato sulla presidenza della Provincia potrebbe avere riflessi significativi su Taormina.
La partita politica dei sindaci e dei consiglieri su Messina è destinata a consegnare le chiavi di Palazzo dei Leoni al sindaco della Città Metropolitana, Federico Basile. Altra storia sarebbe stata in caso di voto alla “vecchia maniera” quando un tempo il presidente della Provincia lo sceglievano, come detto, direttamente i cittadini. In quest’ultima eventualità Cateno De Luca avrebbe puntato su Danilo Lo Giudice, sindaco di Santa Teresa di Riva e coordinatore regionale di Sud chiama Nord.
E a questo punto Lo Giudice che non andrà a Palazzo dei Leoni torna in corsa per le valutazioni che farà Cateno De Luca su Taormina. Il parlamentare di Fiumedinisi ha da tempo individuato Jonathan Sferra come candidato sindaco per le prossime elezioni Amministrative a Taormina, con l’idea di affiancargli come “tutor” Massimo Brocato, che già in questa legislatura è di fatto esperto a tutto campo, con delega al ruolo di “sindaco ombra”, l’alter ego di De Luca che supervisiona l’operato degli assessori, dei consiglieri e degli uffici e – per intendersi – predispone (insieme al segretario generale) gli atti che poi vengono deliberati in Giunta.
Sferra, deluchiano doc della prima ora, è il prescelto e che in pole position ci sia nettamente lui abbiamo già anticipato il 5 febbraio scorso. Però su questa designazione definitiva ci sono ancora due variabili e si sa che De Luca non ama le scelte scontate, vedi Messina 2022.
La prima variabile è evidentemente quella di una eventuale ricandidatura dello stesso De Luca a Taormina, che al momento non è nei piani del sindaco e al 99% è una soluzione da escludere, ma poi chissà se quell’impercettibile 1% rimarrà una percentuale senza alcun domani o se magari potrà ribaltare il quadro e diventare altro. Molto dipenderà dall’accordo romano. De Luca sa che su Taormina viaggia sul velluto ed è in controllo totale, non ha l’assillo di dover decidere tutto in fretta perché ha la consapevolezza che i suoi avversari in città si sono eliminati da soli e ad oggi non sono neanche in grado di fargli il solletico. In ogni caso, insomma, gli è stata consegnato il palazzo municipale per i prossimi 10 anni. Basta e avanza l’iter delle nuove partecipate/aziende speciali per farsi un’idea.
E la seconda variabile è proprio Danilo Lo Giudice, che nel 2027 finirà di fare il sindaco a Santa Teresa di Riva. Il candidato di Sud chiama Nord sarà Annalisa Miano, attuale vicesindaco che ha fatto bene in questi anni e ha dimostrato di essere pronta a fare il passo in avanti, con la prospettiva di andare lei a conquistare con numeri plebiscitari la fascia tricolore. E a quel punto Lo Giudice, al netto della posizione di coordinatore regionale di Sud chiama Nord, sarà chiamato ad altri ruoli politici. Potrebbe tornare all’Ars (attenzione però a qualche mossa clamorosa che farà qui De Luca, lo abbiamo già scritto con largo anticipo) ma De Luca i suoi uomini li vuole a “presidio” dei territori, con la fascia di sindaco. E rivestire il doppio ruolo di parlamentare all’Ars e di sindaco nei piccoli comuni è una cosa compatibile.
Quindi per Lo Giudice le opzioni disponibili all’orizzonte potrebbe essere da queste parti due: traslocare a Giardini Naxos, dove si voterà nel 2026 e l’inconsistenza dell’attuale Amministrazione e la pochezza complessiva dello scenario politico locale (peggio del quadro frantumatosi a Taormina nel 2023) si tradurrà in una “polizza” a garanzia della campagna elettorale del movimento De Luca. Oppure c’è Taormina, dove Lo Giudice la valigia l’ha già portata da un pò e forse non per caso.
Taormina è l’inconfessabile sogno proibito che Lo Giudice coltiva già da tempo e qui ha anche fatto di recente un investimento immobiliare e ha già mosso qualche altro passo per provare a ritagliarsi spazi nella piazza e prepararsi il terreno. Poi, ovviamente, tutto passerà dalle valutazioni del leader, che a differenza del passato medita qualche sorpresa e potrebbe anche fare riflessioni meno benevolenti nelle sue future mosse.
E allora la volata è ormai lanciata. Sferra rimane in pole position su Taormina, Lo Giudice, invece, torna in corsa e prova a prendere la ruota del favorito. A meno che, evidentemente, De Luca non scelga De Luca per il bis e a quel punto tutto il resto sarà contorno.


