GIARDINI NAXOS – L’emergenza frana a Taormina, con la chiusura della Via Garipoli e le conseguenti misure che stravolgono la viabilità per i prossimi 109 giorni, innescano un vero e proprio effetto domino nel comprensorio e i problemi della Perla dello Ionio ora rischiano di ricadere anche e soprattutto sulla vicina Giardini Naxos.
Proprio a Naxos, dal 1 aprile al 13 aprile scatterà il divieto di sosta con rimozione in Via Umberto, per effetto di un’ordinanza del 28 marzo. Si va verso due settimane molto complicate, sino almeno alla riapertura del casello A18 di Taormina in direzione Giardini Naxos, chiuso ormai dal 10 marzo scorso e che dovrebbe essere nuovamente disponibile alla circolazione non prima del 12 aprile. La Via Umberto viene liberata dalle auto per cercare di rendere più fluida la circolazione nella SS114, alla luce dei disagi che si verificheranno nel versante litoraneo di Taormina. Ma i residenti di Giardini Naxos non la prendono bene e c’è forte malcontento, nei confronti dell’Amministrazione del sindaco Giorgio Stracuzzi e anche dei “vicini di casa” di Taormina.
Il pensiero largamente diffuso nella seconda stazione turistica siciliana, in queste ore, è che le criticità di Taormina si rifletteranno in termini significativi anche su Giardini Naxos. Ed il caos alle porte coincide con l’interrogativo che si pongono in tanti: senza più gli stalli disponibili per la sosta in Via Umberto, a Naxos da qui al 13 aprile dove si potrà parcheggiare?
“L’Amministrazione – spiega l’ex presidente del Consiglio di Giardini, la dott.ssa Lilly Labonia – dovrebbe spiegare se ha attivato l’apertura dei parcheggi per le duecento e più di macchine, che dal primo aprile non potranno più posteggiare sulla via Umberto, con conseguenze gravissime per i commercianti e i residenti. Sempre e per sempre Giardini sacrificata per i danni di altri comuni, che scaricano sul nostro territorio i loro ritardi e la loro incapacità”. “Il cittadino ha diritto di pretendere servizi da chi ha delegato con il proprio voto a rappresentarlo sulla base di un programma, quello che resta a noi umili cittadini e chiedere che chi disattende tale programma, vada a casa e di corsa“, aggiunge Labonia attaccando poi la Giunta di Giardini.
“Il problema non sta neanche nel fatto se fare o meno un favore ad un comune del comprensorio. Il problema sta più a monte. Nelle nazioni civili i lavori pubblici vengono fatti 24 ore su 24 e 7 giorni su 7. Solo così i cittadini subiranno i ” fastidi ” per brevissimi periodi”, rimarca l’ex presidente del Consiglio di Giardini, il dott. Francesco D’Arrigo.


