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Ponte Radio di Taormina spento (da terzi) da 50 giorni ma il Comune continua a far finta di niente: la Prefettura è stata informata?

TAORMINA – Il Ponte Radio della Protezione Civile di Taormina raggiunge e supera i 50 giorni di inattività. Manca solo la torta con le candeline e una bella festa al Palazzo dei Congressi. L’impianto che serve la città per le comunicazioni sulle emergenze, dall’allerta meteo e COC (Centro Operativo Comunale) al rischio di terremoto e calamità naturali, è stato spento da “terzi” ormai quasi due mesi fa ma il Comune di Taormina non si preoccupa di farlo riattivare. E va avanti come se nulla fosse.

La storia ormai è nota, con tutti gli annessi e connessi e l’abbiamo rivelata noi mentre il Comune di Taormina, curiosamente (ma non casualmente), aveva scelto di approcciarsi al caso in modalità morbida, conoscendo cos’è successo ma optando per una posizione da “tu scendi dalle stelle”. Per la videosorveglianza che garantisce la sicurezza, anche questa finita fuori uso nello stesso momento, nel medesimo posto e con identiche modalità, il Comune ha preferito addirittura farsi imporre da “terzi” per il tramite di “quarti” una trattativa per il ripristino dell’impianto, con intervento poi concordato per il 17 marzo scorso “a condizione che”.

Ricordiamoci, per rendere l’idea, che il Comune di Taormina, se vorrà intervenire da ora in poi avrà 6 giorni a disposizione, esclusa la domenica, potrà farlo nell’arco contestualizzato di 7 ore ben precise della giornata, non un minuto prima né dopo. Il Comune dovrà scrivere ai “quarti” (che a loro volta informeranno i “terzi”) entro ora di pranzo e dovrà farlo nei due giorni precedenti l’intervento. Comunicando anche nome e cognome di chi arriverà sul luogo, quando e quanto impiegherà per fare il lavoro. Insomma condizioni non funzionali alle esigenze della Città di Taormina e di fronte alle quali una normale Amministrazione avrebbe dovuto tale comunicazione di “quarti”, strapparla e buttarla in un Wc, tirando lo sciacquone. Ma al Comune di Taormina va bene così. Ed è pure un paradosso per un’Amministrazione che, tra l’altro, di servizi igienici ha dimostrato di intendersene e ne sta inaugurando diversi.

E il Ponte Radio della Protezione Civile? Encefalogramma piatto. Ancora spento, dal 2 febbraio e siamo arrivati al 25 marzo. Black-out da 51 giorni ma il Comune di Taormina continua a far finta di niente. La giostra gira veloce tra festeggiamenti, inaugurazioni, affidamenti diretti qua e là, qualche asfittica cassa da rianimare (non quella del municipio, dove il forziere è bello gonfio). E il Ponte Radio che garantisce la sicurezza della popolazione nei casi di emergenze? Chi se ne frega.

La Protezione Civile aveva segnalato la questione al Comune di Taormina. E’ stata data una risposta ai volontari di Radio Valle Alcantara? Pare di no.

Si è verificato un grave episodio di cui tutto si sa ed esistono atti che ricostruiscono circostanze e date in cui si è compiuta l’interruzione del sistema di telecamere di videosorveglianza comunale e del ponte radio di Protezione Civile. La dinamica dei fatti porta in termini chiari nella direzione di un episodio che ha i crismi di una “Interruzione di un servizio pubblico o di pubblica necessità” ma il Comune di Taormina quali passi ha mosso? Pochi e senza volontà e coraggio di andare fino in fondo. Una pseudo-ricerca di “terzi” di cui il Comune già ha piena consapevolezza, una “trattativa” per la videosorveglianza, quasi farsesca, facendosi imporre condizioni altrui, e sin qui nessuna iniziativa per la riattivazione del ponte radio.

Singolare appare l’approccio distaccato e non interessato alla vicenda del ponte radio da parte del sindaco Cateno De Luca e dell’esperto del sindaco, Massimo Brocato, reggente facente funzioni del Comune. In altri tempi e altri contesti il primo cittadino si sarebbe scatenato ad accertare i fatti, qui ha scelto di non prendere di petto la questione. Ha lasciato la parola in Consiglio comunale all’assessore Antonio Lo Monaco e poi agli uffici.

Brocato non si è dedicato alla ricerca dei “terzi”, che il Comune, come detto, già conosce. A quanto pare si sarebbe limitato a qualche telefonata esplorativa, cercando semmai di ricostruire come sia stato possibile che la notizia e relativi dettagli siano stati appresi da TN24. E l’esperto si è concentrato anzi sulla comprensione di qualche altro aspetto “strategico”: il rapporto che c’è tra il Comune di Taormina e la Protezione Civile.

Quindi la priorità non è la riattivazione del ponte radio e rimettere la Protezione Civile nelle condizioni di svolgere al meglio il proprio compito, come Radio Valle Alcantara ha sempre fatto per questa comunità. Il focus si concentra sulla convenzione con Radio Valle Alcantara: vuoi vedere che forse sarebbe meglio mettere da parte RVA e far arrivare a Taormina qualche altro gruppo di “valorosi” volontari da fuori paese? Si potrebbe immaginare magari qualche affidamento diretto, di quelli low cost, come recenti affidamenti avvenuti in città da 65 mila euro, Iva esclusa e con 10 post social. Sarebbe un bel modo per mostrare alla comunità gli eventuali nuovi volontari da importare e trapiantare a Taormina, preferibilmente dalla zona ionica. Sempre per il bene di Taormina, ovviamente.

A proposito, su questa storia in cui si “giochicchia” ad oltranza, un dubbio in chiusura: ma il Comune di Taormina ha informato la Prefettura di Messina dell’accaduto sulla videosorveglianza e sul ponte radio di RVA? Noi auspichiamo di sì, anzi ne siamo certi. “Sicurissimo”. E ser per puro caso nulla è stato segnalato, sarebbe cosa buona e giusta presentarsi giovedì mattina in Prefettura al tavolo sulla Via Garipoli, portandosi gli atti che ricostruiscono la vicenda della videosorveglianza e del ponte radio, da cui si evince che il 2 febbraio 2025 c’è stato un distacco – non per mano del Comune – di impianti pubblici sensibili, in parte (per le telecamere, dopo 43 giorni) rientrato, a seguito della notizia data da TN24, e in parte (per il ponte radio, da 51 giorni) ancora irrisolto. E d’altronde le leggi valgono per tutti i cittadini, senza eccezioni. Non c’è “X Factor” che tenga, tanto più quando si verifica un’interruzione di pubblico servizio. Con la sicurezza dei cittadini non è concesso scherzare a nessuno. Oppure a Taormina la cesoia smarrita dal sindaco può arrogarsi il diritto di utilizzarla chiunque altro, a proprio piacimento e senza rispetto per le Istituzioni e per i cittadini?

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