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Volker Struth a TN24: “Francia e Spagna favorite per il Mondiale. Italia fuori, soffro con voi”

Volker Struth, il re dei procuratori, sta seguendo da vicino il Mondiale di Calcio negli Stati Uniti e per l’occasione ha concesso un’intervista esclusiva a TaorminaNews24, con le sue riflessioni e le previsioni sul torneo che si sta giocando in America. Le favorite per il Mondiale 2026 ma anche la terza edizione consecutiva senza l’Italia, ancora una volta fuori dalla sfida per la conquista della Coppa del Mondo. Il super-procuratore tedesco, innamorato del Bel Paese, parla anche dello scenario all’orizzonte per il calciomercato estivo.

Cosa si aspetta da questo Mondiale Volker Struth? È la prima edizione con il nuovo formato a 48 squadre. Sono troppe le nazionali partecipanti? 

«In linea di massima trovo positivo che anche alcuni paesi più piccoli possano ora vivere il fascino e lo splendore di un Mondiale. Allo stesso tempo, però, in questo modo si perde in parte il senso di suspense. Mi piacevano di più i tornei mondiali con 32 squadre. Anche nelle partite della fase a gironi la tensione era alta».

Quali sono le nazionali favorite e ce n’è una che si distingue in particolare dalle altre? 

«Spagna e Francia sono le favorite assolute. Gli olandesi sono per me un piccolo consiglio segreto, di cui mi fido molto. E naturalmente ho fiducia anche nella Germania. Siamo quasi sempre stati una squadra da tornei. Durante gli Europei in casa del 2024, Julian Nagelmann è riuscito a mettere in campo una squadra funzionante, che ha portato ai margini della sconfitta i futuri campioni d’Europa. E non vogliamo dimenticare che ci è stato negato un rigore assolutamente giustificato.  Julian ha vinto nove delle ultime nove partite. È un allenatore incredibilmente bravo, che lavora con passione e meticolosità, ed è forte soprattutto nei suoi discorsi alla squadra. Inoltre, Florian Wirtz è un giocatore straordinario, che non vedo l’ora di vedere in campo. E non vedo l’ora di vedere all’opera Angelo Stiller, che è sulla buona strada per giocare un giorno stabilmente al posto di Toni Kroos».

Il terzo Mondiale consecutivo senza l’Italia. Perché il calcio italiano è in crisi e come si può uscire da questa crisi? 

«La prima volta che ho vissuto da vicino l’entusiasmo calcistico degli italiani è stato nel 1982. Allora ero in vacanza a Riccione. All’epoca abbiamo preso il treno da Colonia fino all’Adriatico. Lì ho anche visto la finale tra Germania e Italia. Ci avete battuti 3 a 1. È stata dura. Il vostro Dino Zoff è diventato campione del mondo a 40 anni. Manuel Neuer può diventare il nostro Dino Zoff quest’anno. Anche lui partecipa al torneo negli Stati Uniti, in Canada e in Messico a 40 anni. Dopo quell’esperienza ai Mondiali del 1982, per decenni ho nutrito un rispetto incredibile per l’Italia, che sono riuscito a superare solo quando la Germania ha battuto l’Italia nei quarti di finale di Euro 2016. Allora Toni Kroos è stato il primo giocatore tedesco a calciare ai rigori e ha segnato contro Gianluigi Buffon. L’Italia fa parte dei Mondiali. In un certo senso soffro un po’ con voi, perché ho molti amici intimi in Italia, soprattutto in Sicilia e lì a Taormina. Inoltre, come agenzia seguiamo Fabio Chiarodia, che da poco è un giocatore della Nazionale italiana. Ha fatto il suo esordio solo a giugno».

In Champions League ha vinto di nuovo il PSG. Chi può contrastarlo? Il Real Madrid, che punta ancora su Mourinho, o il Bayern Monaco? 

«Il Real Madrid, il Barcellona, il Bayern Monaco e anche alcune squadre inglesi – ma per dare una risposta seria a questa domanda bisogna aspettare il calciomercato estivo e poi anche il sorteggio».

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