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Vendita Salesiani Taormina, Don Biuso: “Ho tanta tristezza nel cuore”. Lettera da brividi

TAORMINA – I locali dell’ex Oratorio Salesiani di Taormina passano di mano, la vendita del Cineteatro e del salone sottostante (ex sala giochi) alla famosa maison Dolce & Gabbana diventa realtà – come anticipato in esclusiva da TN24 – e arriva un commento carico di significato su questa vendita che chiude definitivamente il cerchio sull’immobile che fu sede della gloriosa storia dei Padri Salesiani in città per 104 anni, sino al 2015.

“Ho tanta tristezza nel cuore nel leggere la notizia della vendita dell’Oratorio Salesiano di Taormina ai grandi marchi”, afferma don Enzo Biuso, l’ultimo direttore dei Salesiani a Taormina. Don Enzo è una figura che è entrata di diritto nella storia della Città di Taormina, un sacerdote ancora adesso molto amato dalla comunità taorminese e che ha rappresentato un punto di riferimento per tanta gente, giovani e adulti che ne hanno conosciuto ed apprezzato l’opera e l’umanità”.

“Non sono sorpreso – afferma don Biuso -. Leggevo tempo fa di un sociologo che affermava che i beni di famiglia non raggiungono la quarta generazione perché questa lo “monetizza” non sapendo di dove viene il bene e di quanti sacrifici per realizzarlo. I Salesiani non sono esenti da questa teoria. Facciamocene una ragione”.

“Voglio ricordare ed evidenziare uno scritto fatto da me nel 2017 immaginando una lettera di Don Bosco scritta ai taorminesi. Era il 31 gennaio 2017, a due anni allora dalla chiusura dell’Oratorio Salesiano di Taormina. Don Bosco scrive così ai taorminesi: “Carissimi giovani e famiglie di Taormina Il 31 gennaio è la mia festa. Ritagliandomi dello spazio tra una veglia di preghiera ed un’altra, fatta in tante case salesiane del mondo, ho pensato bene di venirvi a trovare. Ho risalito le scale di “Via Salita Acropoli “ ed ho bussato al numero 13 dove c’è la targa con scritto: Oratorio salesiano “ San Giorgio“. Ho insistito, ma nessuno venne ad aprirmi. Non c’era nessuno in casa. Tutto le imposte erano serrate. La buganviglia e i limoni del terrazzo erano appassiti di tristezza. Non mi arrivavano neppure il vociare e il rumore del pallone del cortile. Tutto silenzio”.

“Pensavo di aver sbagliato l’indirizzo eppure nel mio catalogo risultava proprio uguale. Ero dubbioso e perplesso stavo per tornare indietro quando da una nicchia, sul muro screpolato da un cortile abbandonato con una scritta in bianco – Oratorio Salesiano “San Giorgio”- vidi il mio viso scolpito su un pezzo di marmo. Lo scorgevo a stento perché era coperto da erbe e polvere. Volevo strappare le erbe che coprivano il mio viso. Prendere il mio fazzoletto contadino per togliere la polvere che anneriva il mio volto. Non ho avuto la forza perché un senso di tristezza mi prese nel cuore ed una lagrima irrigò il mio volto. Anche se abbandonata e chiusa, non mi sbagliavo, questo insieme di costruzioni erano una volta la mia casa. Adesso era deserta e soprattutto mancavate voi cari giovani. E i miei Salesiani dov’erano?”.

“Mi son chiuso nel silenzio del mio cuore ponendomi tante domande alla ricerca di risposte comprensibili. Ho ripercorso le scale di Via Salita Acropoli all’inverso senza voltarmi indietro, per venirvi a cercare. Avevo un forte desiderio d’ incontrarvi come voi avete fatto ogni anno nella mia festa. Ho così deciso i cercarvi e di venirvi a trovare li dove siete. Ho fatto un giretto per il corso, sono entrato in qualche bar e negozio, sono sceso al campo sportivo dove facevate allenamento. Ho trovato tanti di voi in casa, in famiglia tra i libri, computer, WhatsApp ed altro. Le mamme intente a preparare la cena ed i papà alla tv a vedere il calcio. Si sa per ora Taormina è silente. Io non vi dimentico, non vi abbandono. “ Mi basta che siate giovani perché io vi ami”, “vi amo fino all’ultimo respiro”. Vi prendo qualche minuto perché ho desiderio di sapere come state di salute, se siete sereni, se il vostro cuore è pieno di sogni come una volta, se in famiglia ci si vuole bene, se pregate. Quanto mi mancate”.

“Il 31 gennaio è la mia festa. Ricordo le tante passate con voi. L’asilo, le scuole materne, gli alunni delle varie classi. Venivate a trovarmi in chiesa per portarmi un fiore, pregare, cantare. Poi in piazza: l’’Ave Maria” pregata per i giovani tenendovi stretti per mano… il volo dei palloncini col naso verso l’alto, verso “Madonna Rocca“ o verso il vuoto tra mare e cielo e poi la brioss per tutti. Che allegria e che festa e poi qualche ora di scuola in meno faceva comodo. Come non ricordare il pranzo solenne condiviso con tutte le persone che aiutavano e volevano bene i salesiani e voi giovani. Quanto lavoro, quanta allegria e spirito di famiglia. E poi la Santa Messa concelebrata col parroco e la piccola comunità salesiana di tre preti che si volevano bene. La chiesetta di S. Giuseppe che esplodeva per la calca, non c’era spazio. L’organo, la pianola, i mandolini, i canti a squarciagola: “Salve Don Bosco Santo tu giovane nel cuor”. Come dimenticare i tradizionali panino e mortadella… non ci bastavano mai. Le processioni con la mia statua lungo le vie della città: momenti di preghiera, di gioia, di famiglia e di trionfo… ”Don Bosco ritorna tra i giovani ancor…”. Anche un po’ di caciara non era fuori luogo”.

“Noi facciamo consistere la santità nello stare molto allegri”, lo gridavate spesso e ne avete fatto il vostro grido. Che nostalgia di quei momenti! Non è il momento del rimpianto ed allora vi faccio una proposta. Il 31 gennaio alle ore 19 vi aspetto sulle scale di Via salita acropoli dinanzi al pannello bassorilievo che ricorda i 100 anni dei salesiani a Taormina. Radunatevi li. Non ci sarà nessun salesiano ci sarete voi, la parte migliore di me. Uno di voi intoni un’Ave Maria all’Ausiliatrice perché protegga voi e la vostra città. Sarete voi la presenza di Don Bosco. Sarete voi i Salesiani. Ho bisogno di voi. Vi ringrazio dell’accoglienza che mi avete dato e vi voglio bene. Non so se io posso esserci. Mi devo dividere tra le 3000 case salesiane sparse nel mondo che mi vogliono presente ma statene certi un pezzetto di cuore, ed il mio è grande come la sabbia del mare, sarà con voi. Vi voglio bene e vi aspetto tutti in Paradiso. Vostro aff.mo sac. Giovanni Bosco”.

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