Il 21 aprile del 2025 alle ore 7.35 moriva a Casa Santa Marta per un ictus Papa Francesco. Nel primo anniversario della sua scomparsa il Pontefice argentino sarà ricordato con messe commemorative in tutto il mondo.
A Roma la basilica di Santa Maria Maggiore, dove riposano le sue spoglie, si appresta a celebrare solennemente l’anniversario. Le celebrazioni si terranno a partire dalle 17 nella Cappella Paolina. A seguire verrà scoperta una lapide commemorativa a perenne memoria per ricordare il suo legame con un’icona dell’XI secolo raffigurante la Madonna con Bambino, la Salus Populi Romani, davanti alla quale sostò e pregò ben 126 volte durante il suo pontificato. Alle 18 si celebrerà l’Eucaristia all’Altare Papale durante la quale sarà letto il messaggio di papa Leone XIV, che non potrà essere presente in quanto ancora impegnato nel suo viaggio in Africa. Nei suoi dodici anni di pontificato, iniziati nel 2013, Papa Francesco ha scritto quattro encicliche che hanno dettato la linea per il futuro della Chiesa e dell’umanità, ristabilendo la priorità del culto mariano. Un Papa che ha rotto con parte della tradizione introducendo un proprio stile personale e una nuova forma di governo.
Dopo la sua morte molto è stato scritto sulla sua teologia missionaria, sulle sue qualità umane, sulla sua cura pastorale, sulla sua attenzione agli “scarti” della società. In tanti dei suoi discorsi si possono trovare riflessioni profonde e indicazioni, semplici e concrete, sugli aspetti fondamentali e comuni della missione educativa. Inoltre, quasi tutte le sue encicliche possono essere lette in chiave pedagogica. In particolare, la “Laudato Si” ha questa connotazione e può correttamente essere considerata il primo trattato di teologia dell’educazione ambientale. Il suo merito è di aver dato giusto risalto alla questione ambientale lasciata per lungo tempo ai margini della discussione politica, sociale e soprattutto teologica. Papa Francesco, nei suoi dodici anni di pontificato, ha dimostrato di avere una particolare attenzione alla cura delle giovani generazioni ed alla valenza educativa della trasmissione della fede.
Come ha ricordato il cardinale Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, “C’è una parola che attraversa tutto: misericordia. Non come sentimento vago, ma come criterio di verità”. “La misericordia non cancella la giustizia: la rende umana. Non rende ciechi: rende capaci di vedere. È la misericordia che impedisce di trasformare la fede in ideologia. È la misericordia che ci libera dall’ossessione di preservare la nostra gloria, la nostra influenza, la nostra ‘dignità’, per cercare la gloria di Dio nell’umiltà della croce. È la misericordia che ci restituisce la gioia del Vangelo: una gioia che è forza mite; una gioia che nasce dalla compassione e dalla tenerezza, che cura la disillusione e vince la tristezza individualista, che rende possibile rialzarsi e ricominciare”.
A distanza di un anno, in seguito all’esplosione di ulteriori conflitti, il suo grido di pace è riecheggiato più forte che mai. Francesco non è stato solo un Papa, ma un profeta di pace e di misericordia, ha sacrificato la vita nella sua missione di pacificazione del mondo. Fin dall’inizio ha promosso il dialogo, la fratellanza umana e il disarmo. L’eredità che ha lasciato vive nella sfida che ha lanciato al mondo: riconoscersi come membri di un’unica famiglia.
MELONI: “HA SEGNATO PROFONDAMENTE IL NOSTRO TEMPO”
“Un anno fa Papa Francesco tornava alla casa del Padre. Il suo è un ricordo ancora molto presente. Nel suo magistero ha richiamato con costanza il valore della pace, dell’attenzione verso chi è più fragile e della responsabilità verso gli altri. Ha saputo parlare al mondo con parole semplici, raggiungendo credenti e non credenti, toccando anche questioni che riguardano la vita delle persone di tutti i giorni. Conoscerlo è stato per me un privilegio, così come la sua presenza al G7 presieduto dall’Italia – la prima volta per un Pontefice – è stato un regalo grandissimo che porto nel cuore. Resta una figura che ha segnato profondamente il nostro tempo, e il cui messaggio continua a essere attuale. Grazie di tutto Papa Francesco”. Così sui social la premier Giorgia Meloni.
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(ITALPRESS).


