Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, parlando con i giornalisti sull’Air Force One durante il viaggio che lo porterà a Il Cairo, ha affermato di aver annullato un imminente “attacco massiccio” per raggiungere un accordo che ponga fine al conflitto con l’Iran. “Gli alleati ci hanno chiesto di annullarlo. Il motivo per cui lo hanno chiesto è perchè credono che si possa raggiungere un accordo sullo Stretto di Hormuz”, ha detto. Trump ha aggiunto che, dopo aver parlato con l’Arabia Saudita, il Paese ritiene che un accordo “sia imminente riguardo allo Stretto di Hormuz e, in definitiva, alla denuclearizzazione dell’Iran. Voglio salvare molte vite. Preferiamo un accordo a un attacco”, ha sottolineato. Già sabato scorso, Trump aveva annunciato di aver rinviato un attacco contro l’Iran dopo aver “raggiunto le basi per un accordo”. Ieri, il portavoce della commissione per la sicurezza nazionale del Parlamento iraniano, aveva riferito che i mediatori stavano cercando di riattivare il memorandum d’intesa tra Stati Uniti e Iran, concordato a giugno.
IRAN: NEGOZIATI CON OMAN SU HORMUZ IN FASE FINALE
L’Iran ha dichiarato oggi che i negoziati con il Sultanato dell’Oman sulle disposizioni per la navigazione nello Stretto di Hormuz sono entrati nella fase finale. Lo riporta il giornale arabo Asharq al Awsat. Le parti discutono un accordo su un nuovo corridoio di navigazione all’interno dello stretto. Teheran ha sottolineato che l’intesa non implica automaticamente la riapertura del passaggio o il suo mantenimento aperto. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araqchi, aprendo oggi la riunione del governo, ha affermato che i colloqui tra Teheran e Mascate “procedono verso la conclusione e sono nelle ultime fasi”, senza indicare una data per l’annuncio dei risultati né rivelare i dettagli degli accordi in discussione. Il portavoce del ministero degli Esteri Ismail Baqaei ha precisato che i negoziati si concentrano su un corridoio di navigazione specifico tra il Golfo Persico e il Mare di Oman. Teheran rifiuta il percorso meridionale nelle acque omanite, ritenendolo dannoso per gli interessi nazionali iraniani. Il tracciato oggetto di trattativa “non sarà né quello settentrionale né quello meridionale attuale, ma un percorso nuovo” concordato dalle due parti. Baqaei ha ribadito che l’intesa con l’Oman riguarda esclusivamente l’organizzazione delle rotte di navigazione e non comporta di per sé la riapertura dello Stretto di Hormuz.
La chiusura, ha aggiunto, deriva dal “mancato rispetto degli impegni da parte degli Stati Uniti e dall’imposizione del blocco navale”, non da controversie con Mascate. L’accordo con l’Oman è “una condizione necessaria, ma non sufficiente” per la riapertura. Le dichiarazioni seguono la smentita iraniana di un reportage della tv israeliana Channel 12, secondo cui Araqchi avrebbe accettato un piano per riaprire lo stretto. Fonti vicine alla delegazione negoziale iraniana, citate dall’agenzia Fars, hanno definito le notizie “false” e escluso qualsiasi accordo sulla riapertura. Una fonte militare ha affermato che Hormuz resterà chiuso finché continueranno le “azioni ostili americane” e che le navi potranno transitare solo lungo i percorsi indicati da Teheran e previa autorizzazione della Marina dei Guardiani della Rivoluzione. La scorsa settimana Teheran aveva respinto una proposta omanita di gestione congiunta dello stretto, insistendo sul mantenimento del controllo iraniano sul traffico marittimo e affermando che lo stretto “non tornerà alla situazione precedente alla guerra”.
– foto IPA Agency –
(ITALPRESS).


