HomeSiciliaTronchet (Patrimonio Sicilia): "Il Ciclone deve essere una lezione. Ricostruire analizzando le...

Tronchet (Patrimonio Sicilia): “Il Ciclone deve essere una lezione. Ricostruire analizzando le mareggiate”

TAORMINA – “Il disastroso ciclone che ha investito la Sicilia orientale dovrebbe insegnarci alcune lezioni. Dopo gli ingentissimi danni causati al litorale siciliano e alle infrastrutture costruite dall’uomo, ancora tutte da quantificare, ci si deve abituare a considerare il mare da una prospettiva urbanistica e territoriale alquanto differente! Con il suo moto ondoso il mare va visto e misurato per la sua estensione massima raggiunta nel corso del tempo valutato  in decine d’anni”. Lo afferma a TN24 il presidente di Patrimonio Sicilia, Eddy Tronchet, a seguito del Ciclone Harry e la mareggiata che hanno investito la costa ionica e anche Taormina nei giorni scorsi.

“Le mareggiate, sia quelle modeste sia quelle eccezionali come nel caso del ciclone Harry – spiega Tronchet -, vanno considerate come il limite delle acque marine. Al di qua di questo limite non è immaginabile proseguire una politica di costruzione e sfruttamento del litorale a scopo economico o abitativo”.

“Sorvolando con un semplice drone l’area colpita dalle onde di questo ciclone ci si accorge che una gran parte delle costruzioni distrutte insistevano direttamente sulle spiagge della costa. Nel passato recente abbiamo costruito infrastrutture come la via ferroviaria, alcune strade statali, molte piazze e un’infinità di edifici privati sul demanio marittimo, cioè sulle spiagge. Questo è avvenuto spesso senza attenersi minimamente alla cosiddetta fascia di rispetto la quale prevede un’ampia zona di inedificabilità vicino al mare. Dalla linea di battigia fino almeno 300 metri”.

“Qualunque opera di ricostruzione del nostro litorale dovrebbe passare da un’attenta analisi storica delle mareggiate, specie quelle più recenti, tenendo conto di svariati fattori come le aree maggiormente colpite, le criticità ambientali come i costoni a rischio frane, così come i cambiamenti climatici in atto e l’impatto recente e attuale che l’uomo ha avuto su delle aree contigue al mare”. 

“Le ultime dichiarazioni fatte sui social da taluni sindaci sembra vadano nella direzione opposta alla prevenzione e a criteri di oculatezza della spesa pubblica. E se rimane giusto e doveroso aiutare le imprese a ripartire, lo si deve attuare con una prospettiva rinnovata proiettando l’assistenza rapida in un contesto politico e amministrativo che tenga conto delle necessità ambientali, imprescindibili, che gli eventi ed i tempi c’impongono”.

“La cittadinanza non sembra disposta a pagare di tasca propria una spesa di ricostruzione sul litorale che potrebbe nuovamente essere vanificata nei prossimi eventi estremi e di natura catastrofica”. 

“Quindi va cercato il corretto equilibrio tra, una ricostruzione indispensabile alla viabilità, agli edifici di primaria necessità da un lato e dall’altro lato, uno sfruttamento del demanio marittimo a scopo economico adeguato e proporzionato alle condizioni marine in continua evoluzione del Mediterraneo”.  

“Dopo l’apparente rifiuto al dialogo dell’Amministrazione De Luca in merito al PUDM di Taormina e alla impropria decisione di installare 5 nuovi campi boe nelle spiagge taorminesi – conclude Tronchet -, Patrimonio Sicilia torna a chiedere al sindaco Cateno De Luca un confronto istituzionale che abbia come tema principale la questione della ricostruzione del litorale taorminese alla luce degli eventi distruttivi di questi ultimi giorni”.  

ARTICOLI CORRELATI

POTREBBE INTERESSARTI

SEGUICI SUI NOSTRI SOCIAL

35,880FansLike
14,200FollowersFollow