HomeHomeTasse sospese, Meloni blocca gli aiuti ai furbi del calcio

Tasse sospese, Meloni blocca gli aiuti ai furbi del calcio

Giorgia Meloni dice no alla sospensione delle tasse alle squadre di calcio della Serie A italiana. “Lo scudo penale per le società di calcio è insostenibile”. Così il premier ha bloccato uno smacco da 480 milioni di euro agli italiani che sembrava ormai cosa fatta.

Il primo ministro, con un vero e proprio colpo di scena in extremis ha gelato le aspettative dei presidenti di Serie A che vedevano ad un passo il traguardo di uno scudo che avrebbe concesso loro di non dover pagare le somme dovute al Fisco entro questo mese.

Meloni ha ritenuto opportuno stoppare un emendamento che avrebbe concesso ai club morosi il pagamento in comode rate in 5 anni delle tasse sospese durante il Covid. La Serie A ha un debito e dovrà pagarlo senza privilegi. La Meloni ne ha parlato oggi, nel corso della riunione con i capigruppo di maggioranza, negando la possibilità di introdurre lo “scudo”.

Secondo quanto riportano le fonti interne al governo, la premier ha legato la situazione di alcune società calcistiche più a questioni di mala-gestione che altro. E con lei si è trovato d’accordo il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

In verità sullo scudo alla Serie A si erano trovati d’accordo tutti i partiti di maggioranza ed opposizione che avevano firmato l’emendamento alla manovra. Ora Meloni ha preso posizione e di conseguenza arrivano altri dietrofront.

“Non ci saranno norme ad hoc per le società sportive, sul fronte dei debiti ci saranno regole per tutte le aziende. E’ il ragionamento che, secondo quanto si apprende, ha fatto sapere Giorgetti, richiamando il no espresso dal Mef all’emendamento al decreto aiuti quater per la rateizzazione dei versamenti sospesi per lo sport. In manovra, tra l’altro, già ci sono strumenti per la rateizzazione che valgono per tutti.

Insomma la posizione della Meloni a palazzo Chigi è stata chiara. La premier ha dichiarato che non è possibile che ci siano degli aiuti al calcio, le società sportive devono essere in grado di gestire bene i propri bilanci.

Niente sconti ai papponi del pallone. Ed è giusto così. Per una volta la legge è uguale per tutti.

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