HomePoliticaTasse e rifiuti, a Taormina De Luca carica e provoca: "Faccio il...

Tasse e rifiuti, a Taormina De Luca carica e provoca: “Faccio il mio dovere, ora potete maledirmi…”

TAORMINA – Il “lunedì del sindaco” del 25 agosto scorso lascia in eredità a Taormina l’ennesima conferma che Cateno De Luca va per la sua strada e ha deciso di percorrere sino in fondo quella della prova muscolare e della provocazione ad oltranza nei confronti dei vari nemici e odiatori, avversari o contestatori che in qualche modo cercano di frenarne l’incedere o di mettergli pressione sul “modus operandi” amministrativo e sperano ad esempio di fargli cambiare la discussa ordinanza sul conferimento dei rifiuti, piuttosto che la linea dura sui tributi. Nella strategia di De Luca, d’altronde, non c’è una virgola di improvvisato e se qualcuno pensa il contrario non ha capito niente.

“I mastelli bisogna prenderli, altrimenti vi beccheremo e vale anche per gli irriducibili che non li vogliono. Abbiamo un database via per via, di quanti sono i mastelli consegnati. Prendiamo l’anagrafica di tutti i contribuenti e le utenze elettriche e idriche. Incroceremo questo dato con la banca dati che ci dice in tempo reale chi ha i mastelli e chi non li ha. Verificheremo controllando i proprietari di immobili e intestatari di utenze, ricordando che a Taormina ci sono ancora utenze intestate a morti, che piano piano stiamo resuscitando. Se non avrete ritirato i mastelli, magari vi faremo una raccomandata a vostre spese o un avviso in cui vi scriveremo che se non ci sarà il ritiro entro 5 giorni, scatterà la sanzione di 500 euro al giorno. Modificheremo le ordinanze e andremo a stringere”.

Significativa la frase con la quale De Luca ha chiuso la sua diretta social di lunedì scorso: “Ora potete maledire il sindaco ma io faccio il mio dovere”. De Luca provoca e si diverte alla sua maniera, forza la mano ed esaspera lo scontro. Evidentemente esagera nei toni e nei modi, con la prossemica del comandante in campo e una narrazione cinica quasi votata al controllo “militare” (lui lo definisce “scientifico”) della cittadinanza, ma paradossalmente dall’altra parte cascano nella sua stessa “trappola”, si fanno trascinare in una guerra di nervi. Si fanno portare a spasso e soprattutto si illudono che possa bastare semplicemente l’arte del soffiare sul vento anti-deluchiano della protesta con una crociata ad personam per detronizzare l’imperatore del Nisi. Niente di più sbagliato, niente di più illusorio.

E allora è chiaro che ormai da queste parti, nella comunità, c’è chi non intende (ri)dare fiducia all’attuale sindaco alle prossime elezioni e piuttosto che rivedere De Luca al governo della città replicherebbe le gesta di Muzio Scevola. Ma De Luca continua a poter contare sul “talismano” potente della impalpabilità totale di una opposizione paesana che non è in grado di dargli fastidio per ambire al futuro governo della città. Tra gli stessi anti-deluchiani in tanti arringano e si fanno trascinare dall’onda social, si lamentano e postano di tutto, poi però si fermano un attimo a riflettere e pensano: “Ma chi sarebbe l’alternativa?“. E in questa sostanziale contesa di piccola politica in modalità “leviti tu che mi (ri)metto io”, De Luca non arretra, anzi affonda la lama nel burro proprio perché sa che tra la gente il malumore avanza ma gli “anticorpi” politici per drenare l’impatto dei tanti mal di pancia li ha già messi in campo. Il capintesta del Ducato di Taormina ha la piena percezione che tra le mura paesane non ci sono oppositori in grado di fargli (almeno) il solletico e su questo – ad onore del vero – chi può dargli torto? Si sa che in politica la caratura poi o ce l’hai o non te la puoi inventare. Poi che i politici possano esseri bravi o pessimi è un’altra storia.

Il sindaco tira dritto e manda in scena il suo “one man show”, accompagnato dal carico di briscola della crociata contro evasori e zozzoni, le bollette a tempesta con la quota fissa che schizza in alto, multe giornaliere d’autunno, controlli porta a porta (anzi mastello per mastello), tracciamento con l’Rfeed e chi più ne ha più ne ha più ne metta. Si salvi chi può. Ma chi può dire con assoluta certezza che tutto questo bordello in salsa taorminese sarà la Caporetto deluchiana? La strada è lunga e la storia dovrebbe sempre insegnare qualcosa ma da queste parti forse in tanti non la conoscono o a scuola erano troppo innamorati della geografia.

ARTICOLI CORRELATI

POTREBBE INTERESSARTI

SEGUICI SUI NOSTRI SOCIAL

35,880FansLike
14,200FollowersFollow