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Tasse a Taormina, stangata anche agli anziani. Mille euro di acqua a un 80enne: “Non è giusto”

TAORMINA – Da un eccesso all’altro, la pressione tributaria assume sempre più la dimensione di una stangata insostenibile per molti cittadini di Taormina. Nella Perla dello Ionio si è passati dall’epoca in cui pagavano più o meno soltanto i volenterosi e la Corte dei Conti lamentava al Comune di riscuotere un imbarazzante 35% di tributi, alla stagione attuale in cui il sindaco Cateno De Luca non si sta limitando al recupero a tappeto del pregresso e anche se il dissesto e’ finito e il bilancio dell’ente e’ stato ampiamente risanato con la manovra lacrime e sangue del “Salva Taormina”, il piede rimane forte sull’acceleratore. L’Amministrazione targata De Luca sta spingendo al massimo la pressione sui contribuenti. Si scrive Tax gap, si legge stangata. Il resto e’ contorno.

“Registriamo un aumento del 256% degli accertamenti dei tributi, Imu e Tari”, ha sottolineato con fierezza il sindaco nella sua relazione sul secondo anno di governo, ribadendo anche il motto del “pagare tutti per pagare meno”. Senza dimenticare che il 2024 si era chiuso per il Comune di Taormina con la bellezza di 41 milioni di euro in cassa. Qualche paletto post-dissesto rimane da qui al 31 dicembre 2025, nel frattempo sono già arrivate le nuove partecipate. Con tutti gli annessi e connessi.

Intanto la specialità della casa, con il sostanziale spin off di una linea muscolare sperimentata e collaudata a suo tempo a Messina, sta determinando un malcontento significativo a Taormina. E’ la stessa aria che ha già fatto crollare in 12 mesi, dal 2023 (Comunali) al 2024 (Europee) il consenso di De Luca a Taormina dal 65% al 37%.

A pagare, in termini significativi, sono anche o soprattutto quelli che pagavano regolarmente le tasse anche prima e che si vedono applicare aumenti pesantissimi: gli anziani, destinatari di una politica di aumenti che appare impietosa nei numeri e nelle proporzioni.

“Come può chiedere il Comune mille euro di acqua a una persona di 80 anni che vive in un normale appartamento? Non è giusto”. E’ l’amaro commento sconsolato di un anziano di Taormina che a 80 anni si è visto recapitare due bollette salatissime per il servizio idrico: una da quasi 500 euro per l’annualità 2023 e una da 520 euro per l’annualità 2024. In tutto questo, analizzando tutte le varie voci – acquedotto, fognatura, depurazione, oneri perequazione e IVA (10%) – ha un peso non indifferente l’impennata della cosiddetta quota fissa in bolletta, che a seconda della residenza o non residenza (con tanti saluti ad esempio a chi può trovarsi nella condizione di detenere un immobile di proprietà a parte quello in cui abita) è schizzata dalle circa 60 euro del 2022 alle 285-290 circa di adesso. Una tariffazione che gonfia le casse del Comune e fa gongolare gli amministratori ma che svuota le tasche di chi, come gli anziani, vivono con una modesta pensione fatta di sacrifici e risparmi, nell’alveo dell’indispensabile per vivere.

Il sindaco va avanti e tira dritto per la sua strada, consapevole che, da Levante e da Ponente, qui nessuno disturba il conducente. Sa di poter contare sulla “polizza” salvifica dell’ormai conclamato nulla totale che sul piano politico c’è in città dall’altra parte, nell’area locale di opposizione. Allo stesso tempo De Luca fa valere la condizione altrettanto acclarata di mutismo imperturbabile dei vari esponenti della maggioranza, che accompagnano gaudenti il loro sindaco, assecondandolo in tutto, senza sprazzi o sussulti di coraggio neppure nel far notare errori ed eccessi che ricadono sui cittadini. Tanto più se si tratta delle fasce deboli.

Ancora non ci siamo – ha fatto sapere De Luca sempre nella sua relazione annuale -. Manca una parte di contribuenti “fantasma” che saranno individuati anche attraverso la strategia che è partita anche con la consegna dei mastelli ed il censimento di ogni utente che sarà abbinato alla banca dati”. Insomma il bello o il brutto (a seconda dei punti di vista) deve ancora arrivare e pure gli anziani non sono esenti. Si facciano il segno della croce, al pari degli altri contribuenti.

Tax gap, tolleranza zero e sconti per nessuno. Oppure la trama e’ leggermente diversa e i soliti malpensanti faticano ad appassionarsi alla narrazione del miracolo italiano: e allora per i taorminesi, già bollati come “zozzoni” ed “evasori” ecco il bollino gold, quello di “fessi” da spennare. Forza alla banda, nel Gran Ducato di Taormina il triplete e’ servito.

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