TAORMINA – L’Associazione Serapide contesta l’iter in atto per la riqualificazione dell’ex villaggio Le Rocce a Taormina. “Siamo di fronte alla distruzione di un’oasi protetta per mano pubblica”, è la dura presa di posizione del sodalizio ambientalista.
“L’oasi naturalistica di Mazzarò in Taormina di proprietà dell’ex Provincia regionale di Messina fu realizzato dalla Regione Siciliana nel 1954 e funzionante fino al 1972 dopo di che è rimasto chiuso e abbandonato . Si tratta di una vasta area che si estende su circa 15.000 metri quadrati. La Città Metropolitana di Messina, nel 2024, in seno al piano nazionale di ripresa e resilienza ha attivato il progetto per le opere di rigenerazione urbana del comprensorio del ex villaggio “Le Rocce “ con il relativo recupero edilizio, da attuarsi tramite Invitalia , per un valore di 7 milioni e 551 mila euro. I fondi erano stati intercettati dalla passata gestione della Città Metropolitana, nell’era in cui era sindaco di Messina Cateno De Luca, ora sindaco di Taormina.
“L’obiettivo era quello di portare a compimento i lavori di riqualificazione dell’ex villaggio Le Rocce, tra la fase finale del 2025 e i primi mesi del 2026. Allo stato attuale il cantiere appare fermo e la scadenza del progetto del PRNN del 30 giugno non rispettata”.

“Ciò che lascia interdetti è la quasi totale distruzione della flora tipica mediterranea che caratterizzava il luogo, alberi di pregio e macchia mediterranea rasa al suolo e di conseguenza un impatto determinante sulla fauna presente. Tutto l’areale interessato al progetto ricade in zona a vincolo paesaggistico ed ambientale nonché nelle aree protette della rete natura 2000 , nello specifico ZSC / Ex SIC Isola Bella, Capo Taormina e Capo S. Andrea (ITA030031) e Fondali di Taormina – Isola Bella (ITA030040)”.
“A questo punto ci si domanda – conclude Serapide – a che punto è il progetto e soprattutto quali sono state le attività di prevenzione e rispetto del paesaggio e della fauna e flora protetta in relazione alla VIncA , e quindi alla valutazione di incidenza ambientale. Per quanto il bene è di proprietà della città metropolitana di Messina , l’Amministrazione comunale di Taormina oltre a poter esprimere dei pareri ha l’obbligo della vigilanza”.
Sulla vicenda ha replicato il Comune con un intervento del presidente della Patrimonio Taormina, Massimo Brocato: CLICCA QUI E LEGGI.


