TAORMINA – Andrea Raneri prova a scuotere l’opposizione in vista della “reunion” del 26 febbraio in cui torneranno ad incontrarsi tutti gli oppositori locali dell’attuale sindaco Cateno De Luca.
“Il 26 febbraio è importante esserci – afferma l’ex vicesindaco di Taormina -. L’opposizione non è un esercizio stagionale. Non è un riflesso tardivo né una presa di posizione a corrente alternata. L’opposizione si costruisce giorno per giorno, affrontando le questioni concrete, studiando gli atti, entrando nel merito delle scelte amministrative. Si costruisce riconoscendo con onestà i meriti quando ci sono – perché il bene fatto alla città non ha colore politico – ma evidenziando con fermezza e competenza le tante cose fatte male.
E quando gli errori arrivano da chi si presenta come “primo della classe”, la responsabilità è ancora più grave. Perché chi rivendica eccellenza, capacità e primati non può sottrarsi al giudizio sui risultati. Fare opposizione significa questo: vigilare, proporre, incalzare esserci ed esercitare ogni giorno il proprio dovere verso i cittadini”.
“È anche vero che i sindaci del passato, eletti democraticamente, hanno certamente commesso errori. È fisiologico nell’amministrare una comunità. Ma se avessero lasciato un cantiere fermo per quasi un anno, come in Via Roma, sarebbero stati “crocifissi”. E non tanto dalle opposizioni, quanto dai cittadini. Oggi, invece, attorno all’attuale sindaco Cateno De Luca si percepisce uno strano clima, quasi una paura omertosa. Svarioni politico-amministrativi evidenti non vengono amplificati come sarebbe naturale in una democrazia matura. E questo anche per responsabilità di un’opposizione che per troppo tempo è apparsa distratta”.
“Certo, meglio tardi che mai. Ma un’opposizione concreta e credibile non nasce dall’indignazione improvvisa. Si regge su studio puntuale delle carte, su un controllo rigoroso degli atti, su una cabina di regia capace di leggere i provvedimenti, evidenziare criticità e proporre correttivi seri. Se quella cabina di regia concentra le proprie energie principalmente – o peggio esclusivamente – sulla costruzione del prossimo candidato sindaco, l’opposizione si autodistruggerà. Perché smetterà di essere strumento di controllo democratico e diventerà semplice anticamera elettorale. L’opposizione non è una campagna permanente. È un lavoro quotidiano di responsabilità verso la città”.


