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Taormina, PRT: “Partecipate, nomine e spesa. Il “caso Cicala” è una questione di credibilità”

TAORMINA – Progetto Ricostruzione Taormina ha diffuso una nota sul “caso Cicala”.

“Il “caso Cicala” – scrive il gruppo politico PRT – è una cartina di tornasole nazionale sul rapporto tra partecipate, credibilità istituzionale e controlli reali. Sulla vicenda il sindaco ha difeso pubblicamente la nomina di Roberto Cicala alla guida di Equità Urbana S.p.A., partecipata del Comune di Taormina chiamata a occuparsi di accertamento e riscossione. Nello stesso confronto pubblico, Cicala ha dichiarato l’esistenza di una posizione debitoria con l’Agenzia delle Entrate e ha ricostruito le ragioni della vicenda. Al di là delle ricostruzioni personali, resta un punto politico: una funzione così delicata richiede coerenza istituzionale e scelte che non aprano zone d’ombra”.


“La riscossione vive di credibilità: chi la guida deve essere inattaccabile sotto il profilo della regolarità tributaria. Se la regolarità tributaria è una bandiera rivolta ai cittadini, allora la coerenza deve valere prima di tutto per le nomine apicali della società che deve riscuotere. Non è un attacco personale: è una questione di credibilità istituzionale”, dichiara Luca Manuli, consigliere comunale di opposizione e presidente di PRT.


“PRT ricorda inoltre di avere già contestato in sede politica e pubblica, e anche con una segnalazione alla Corte dei conti, la sostenibilità dell’impianto economico di Equità Urbana: un business plan giudicato lacunoso, con costi sottostimati e ricavi proiettati in modo poco attendibile nel tempo. Sono criticità che, se non affrontate con serietà, rischiano di trasformare la partecipata in un problema strutturale per il Comune e in un costo indiretto per i cittadini”.


“Proprio perché queste criticità non riguardano una sola società, ma il modello complessivo delle partecipate costituite nel 2025, PRT sottolinea che la risposta non può essere solo comunicativa: servono controlli veri. Per questo PRT ha già depositato una mozione per istituire/rafforzare il controllo analogo del Comune di Taormina sulle proprie partecipate, oggi ritenuto carente: reporting, accesso ai dati, obiettivi e verifiche periodiche, per riportare trasparenza e responsabilità dove oggi c’è troppa discrezionalità”.


“La vicenda – secondo PRT – si innesta inoltre in un contesto più ampio che riguarda la qualità della spesa pubblica. ANAC segnala da tempo il ricorso massivo agli affidamenti diretti sotto soglia e richiama l’attenzione sul fenomeno dell’“addensamento” vicino alle soglie. Non è illegale ricorrere all’affidamento diretto; il problema politico-amministrativo nasce quando diventa la regola, riduce il confronto competitivo e aumenta il rischio di spesa opaca. La proliferazione di partecipate, moltiplicando i centri di spesa, rende ancora più necessarie regole di controllo e responsabilità stringenti”.


“PRT – conclude la nota – chiede coerenza: partecipate orientate a servizio e trasparenza, non a potere e consenso; numeri solidi, controlli reali, responsabilità verificabili. Perché quando si moltiplicano le “scatole” senza rafforzare i controlli, non è solo Taormina a perdere: perde credibilità l’idea stessa di buona amministrazione”.

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