HomePoliticaTaormina, PRT: "Il sindaco faccia chiarezza sul pignoramento a Cicala"

Taormina, PRT: “Il sindaco faccia chiarezza sul pignoramento a Cicala”

TAORMINA – Progetto Ricostruzione Taormina ha diffuso un comunicato riguardante il “caso Cicala” e la notizia di un atto di pignoramento che avrebbe riguardato l’ex assessore del Comune di Messina, oggi presidente a Taormina della Equità Urbana Spa.

PRT – si legge in una nota stampa del gruppo politico – ribadisce la propria posizione: abbiamo votato contro la costituzione di Equità Urbana S.p.A. e contestiamo il modello di partecipate costruito dall’amministrazione De Luca. Per noi non sono strumenti al servizio della città, ma rischiano di diventare centri di costo e leve politiche, con nomine e governance che indeboliscono fiducia e credibilità, gravando sui cittadini”.

“In questo quadro – continua il documento -, la notizia riportata dalla stampa (MessinaOggi, 21 aprile 2026) secondo cui il presidente di Equità Urbana S.p.A., dott. Roberto Cicala, sarebbe destinatario di un atto di pignoramento per un importo di circa 439 mila euro, se confermata, apre un tema evidente di opportunità e coerenza istituzionale: Equità Urbana è la società chiamata a occuparsi di accertamento e riscossione, una funzione che richiede autorevolezza e affidabilità. «Non è moralismo e non è un attacco personale – dichiara Marco Rao, segretario di PRT – È una questione politica e istituzionale: si chiede ai cittadini rigore e regolarità, e nello stesso tempo si costruisce un sistema di partecipate che rischia di diventare un costo per Taormina e un terreno di nomine. Se le notizie di stampa fossero confermate, sarebbe difficile comprendere la permanenza alla guida della società di una figura rispetto alla quale viene rappresentata una posizione
debitoria/tributaria di tale rilievo”.

“PRT – conclude la nota – comunica di avere trasmesso in data odierna una PEC al sindaco e all’assessore competente, chiedendo chiarimenti: se l’Amministrazione fosse a conoscenza dei fatti riportati, se abbia già richiesto o acquisito elementi di verifica, e se non
ritenga sussistere ragioni di opportunità istituzionale e tutela della credibilità dell’ente e della società tali da rendere
opportune le dimissioni dall’incarico. Se la regolarità tributaria è un principio non negoziabile per i cittadini allora deve esserlo a maggior ragione per chi guida la società che deve occuparsi della riscossione. Su un punto del genere non possono esserci ambiguità”.

Adesso, ovviamente, si attende la replica di Cicala su questa vicenda.

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