TAORMINA – “Giù le mani da Mazzeo e dalla sua costa”. Così Patrimonio Sicilia va all’attacco dei lavori per la realizzazione del raddoppio ferroviario, in corso a Taormina. In un volantino l’associazione culturale punta l’indice sui riflessi ambientali e paesaggistici che potrebbero essere determinati dalle opere previste da Rfi, soffermandosi sulla galleria di interconnessione che attraverserà l’autostrada A18 e la strada statale 114.
“Rete Ferroviaria Italiana – spiega l’arch. Piero Arrigo, vicepresidente di Patrimonio Sicilia -sa benissimo di non poter completare i lavori in corso del doppio binario Taormina-Giampilieri entro i 10 anni previsti a causa dell’orografia dei luoghi del messinese che prevede numerosissime gallerie e altrettanti tunnel, ed ha pensato bene di dividere il lavoro in due lotti: lotto n.1, Fiumefreddo-Taormina, e lotto n.2, Taormina-Giampilieri. Pertanto contano di concentrarsi e completare il lotto n.1 fino a Taormina (Stazione sotterranea che definiscono “Atomica” e non si sa perché). Da questa stazione “Atomica” intenderebbero scavare un’ulteriore galleria trasversale provvisoria per binario unico che sbucherebbe sulla costa in località Spisone-Rocce Bianche-Caparena, alle porte della frazione di Mazzeo, per collegare la prosecuzione del tratto ferroviario costiero esistente e così sconvolgendo il tutto secondo una prassi di lavoro: vedi sottopasso di Sant’Alessio e sottopasso di Letojanni nord”.
“Noi diciamo No! Proponiamo – continua Patrimonio Sicilia – di spostare questo nodo nella vallata del Leto, in territorio di Letojanni, oppure creare l’interscambio allo scalo Alcantara. Vogliamo far notare alla Città di Taormina, alle sue frazioni e ai comuni limitrofi, in particolare al centro abitato di Mazzeo, l’assurdità di questa nuova proposta che non rientra negli accordi stipulati circa tre anni fa con l’Amministrazione pro-tempore del Comune di Taormina. Pertanto, invitiamo i cittadini a prendere coscienza del problema, firmando una unità di intenti contro questo lavoo che Rfi definisce provvisorio, in attesa del completamento del doppio binario, ma che distrugge totalmente i nostri luoghi”.


