HomeTurismoTaormina, non solo lusso: pronti 30 mln di investimenti "premium"

Taormina, non solo lusso: pronti 30 mln di investimenti “premium”

Il lusso si è ormai preso la scena a Taormina e si prepara a dominare la ribalta economico-commerciale da qui ai prossimi anni. Poi si vedrà quanto e sino a quando il fenomeno durerà e sul tema è già aperto il dibattito tra chi ipotizza l’effetto “bolla” e chi sostiene la prospettiva dell’onda lunga.

Nel frattempo, al netto dei punti di vista, c’è anche un altro segmento che avanza e spinge per farsi largo, ed è il mondo di “mezzo” come qualcuno lo ha definito, una realtà fatta di imprese anch’esse importanti, che si collocano un passo dietro rispetto ai top brand e che tuttavia si muovono per investire in modo importante nelle destinazioni più iconiche del turismo e del fashion. Parliamo dei brand “premium”, che sono sempre più intenzionati ad affiancare con la loro presenza quella dei colossi internazionali. Una strategia di marketing che si proietta nel target medio-alto e che poi rappresenta un pezzo strategico dell’offerta commerciale.

I brand premium, a tal riguardo, stanno guardando con sempre maggiore interesse alla “piazza” di Taormina. Secondo alcune stime raccolte da TN24 si prospetterebbero da qui al prossimo biennio, già in vista della stagione 2026 ma anche per quella successiva – 2027 – investimenti pari ad oltre 30 milioni di euro. A tanto ammonta il budget pianificato dalle aziende premium, reso disponibile e/o in alcuni casi già deliberato, per lo sbarco a Taormina. Le cifre e le prospettive, evidentemente, potranno variare anche in funzione delle opportunità che dovranno “sposare” le aspettative delle società e rivelarsi sostenibili rispetto alle pretese di proprietari e locatori, che stanno crescendo sensibilmente.

Per intendersi con esattezza di cosa si parla quando ci si riferisce al “premium”, sono quei marchi che a differenza dei marchi di lusso, puntano a un posizionamento accessibile ad un pubblico più ampio rispetto ai beni di lusso estremo, e che si collocano nella predetta sfera medio-alta. Il loro prodotto è caratterizzato da un design identitario, esperienza utente e valori simbolici. Molto spesso investono anche in attività complementari che arricchiscono la valenza dell’offerta, attraverso le opportunità della tecnologia e un’ottima assistenza al cliente.

Nel 2024, il segmento della moda premium in Italia ha registrato una crescita di oltre il 10%. I Millennials sono attualmente i consumatori di moda con la spesa media pro-capite più alta, circa 750 euro l’anno in abbigliamento, accessori e calzature. Per la Gen Z e le altre fasce d’età, la cifra scende a circa 400 euro. Le generazioni Gen X e Baby Boomers hanno speso in media circa 400 euro a testa lo scorso anno, privilegiando qualità, comfort e prodotti Made in Italy. I beni premium, al contempo, stanno diventando sempre più mainstream per gli acquirenti che guardano come mercato di riferimento al lusso accessibile.

La “piazza” di Taormina viene considerata in questa fase particolarmente ambita, sia perché la destinazione è diventata a tutti gli effetti la più desiderata nel Sud Italia e ha superato per molti aspetti (ma non tutti, va detto) anche Capri, sia perché nella Perla dello Ionio sono approdati da qualche anno a questa parte diversi top brand di riconosciuto prestigio internazionale. E il pianeta del “premium” vuole stare accanto ai colossi del retail mondiale, provando a ritagliarsi il proprio spazio al di là del prodotto fisico, con la mission che guarda ad uno status che contempla un’aspirazione e un’esperienza riconoscibile per sedurre la platea. Ma soprattutto la condicio sine qua non è quella di riuscire a coniugare un’alta qualità e un forte appeal del marchio attraverso una maggiore accessibilità economica rispetto al lusso più elitario, rivolgendosi a una fascia di consumatori più ampia.

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