TAORMINA – Un altro miracolo della normalità, targato TN24, all’orizzonte a Taormina. Non è difficile profetizzarlo ma purtroppo, a differenza del solito punto di vista autocelebrativo dell’Amministrazione della città, alla fine ci sarà ben poco di cui vantarsi.
Il copione ormai nella Perla dello Ionio si ripete con una puntualità che non lascia spazio alla fantasia né alle interpretazioni. Prima si manifesta l’emergenza, poi il disagio resta sotto gli occhi di cittadini e turisti, quindi arriva la segnalazione e infine, quasi per una coincidenza provvidenziale, scattano gli interventi risolutivi.
È accaduto alla Villa Comunale e sta per accadere di nuovo. Cambia lo scenario e stavolta toccherà a Isola Bella, simbolo naturalistico e cartolina internazionale di Taormina agli occhi del mondo, che fino alla mattina del 20 marzo si presentava non come un’oasi naturalistica, ma piuttosto come una discarica a cielo aperto, come dimostrano le foto e i video scattati non dai “marziani” ma da TN24. Aggiungiamo: non abbiamo pubblicato tutto il materiale per non mostrare al mondo intero in modo ancora più chiaro lo scempio e la maniera indecente in cui viene tenuta la spiaggia più iconica della Città di Taormina.
Il precedente della Villa Comunale, dicevamo, è eloquente. Dopo la bufera del 12 febbraio 2026, il Parco Trevelyan, venne duramente colpito. Il Comune decise di riaprire subito l’area, con ordinanza del 20 febbraio. In modalità “lampo e stampo” mentre alberi abbattuti e detriti rimanevano a terra, ben visibili, e “invitando” turisti e residenti a muoversi fra le transenne e ad osservare i tronchi lasciati a terra. Bello spot per Taormina.
Per settimane, nulla è cambiato. Fino all’11 marzo, quando è arrivato TN24 e ha documentato lo stato dei luoghi. Il giorno successivo, per pura casualità, ecco il via ai lavori. Una coincidenza, si dirà. Una procedura da “espletare” che si è sbloccata 24 ore dopo la sveglia suonata da noi.
Dalla Villa Comunale a Isola Bella riecco il solito copione. Serapide lamenta pubblicamente, sui social, nella serata del 19 marzo “lo sfregio” di Isola Bella. Era stata pulita dai volontari dopo il Ciclone Harry, con i rifiuti che vennero raccolti, differenziati e lasciati in spiaggia in attesa che fosse il Comune – per il tramite di Asm – a farli rimuovere e smaltirli. Due mesi dopo arriva l’altro Ciclone, Jolinda, che sparge di nuovo i rifiuti. Nella mattinata del 20 marzo è TN24 a verificare, sui luoghi, una situazione effettivamente imbarazzante, con la spazzatura in spiaggia e i turisti a scattare foto e farsi selfie con la grande bellezza di Isola Bella “sporcata” dalla monnezza.
Qualche ore dopo, venerdì pomeriggio arriva una nota di Asm, in risposta a Serapide e con riferimenti anche ad Isola Bella.
Ricordiamo come apre e come chiude Asm: “A chiarimento a quanto segnalato dall’Associazione Serapide e pubblicato da TaorminaNews24 in data 20 marzo 2026, si precisa che Asm sta procedendo, come da cronoprogramma, alle attività di sistemazione e ripristino delle aree interessate. Gli interventi cui si fa riferimento erano già stati precedentemente programmati e proprio nella giornata odierna si è proceduto alla pulizia della zona indicata nell’articolo”. “Ad oggi – conclude Asm -, nonostante i ritardi dovuti a cause di forza maggiore e non dipendenti dall’azienda, i litorali di Mazzarò e Mazzeo risultano totalmente fruibili mentre è in fase di completamento la pulizia della porzione di spiaggia dell’Isola Bella che sarà conclusa nei prossimi giorni e gli altri tratti di arenile taorminese”.
Bene. Per quanto riguarda Isola Bella lo scenario constatato nella mattinata di venerdì 20 marzo 2026 lo abbiamo visto, documentato e raccontato noi in maniera inequivocabile. L’abbiamo visitata con un sopralluogo “palmo a palmo”. Aveva ragione Seraide e si trattava di una situazione indecorosa, che ci ha fatto vergognare di dover spiegare, da cittadini taorminesi, ai turisti quello che stavano osservando. Uno scempio che non si giustifica e che mortifica l’immagine della città e la meravigliosa valenza ambientale, paesaggistica, culturale e turistica di questa Riserva Naturale.
Asm fa sapere che “sta procedendo, come da cronoprogramma, alle attività di sistemazione e ripristino delle aree interessate”. Benissimo, sino al nostro sopralluogo (mattinata 20 marzo) di certo Isola Bella era sporca e piena di rifiuti. Altre “aree” erano state già “interessate” probabilmente da interventi, Isola Bella no. Di certo non ci può essere cronoprogramma che si fa anticipare dalle mareggiate e che consente al mare di spargere di nuovo i rifiuti raccolti dai volontari e poi lasciati lì affinché fosse chi di dovere a smaltirli.
La programmazione degli interventi, qualunque sia stata, sicuramente è inadeguata alla gestione di una località turistica come Taormina. Non si lascia la spiaggia più visitata della città nelle condizioni inaccettabili in cui si presentava sino alla mattina del 20 marzo. Isola Bella, come il Parco Trevelyan, sono luoghi che necessitano di interventi immediati e non programmati e da porre in essere con calma. Ma dove siamo? A Pietrammare? Questa è Taormina.
E’ mai possibile che ogni volta debba servire una denuncia pubblica, della gente, di un’associazione o del giornale che è il riferimento di Taormina nel mondo, per accelerare processi che dovrebbero essere ordinari? La normalità e l’eccezionalità, la rapidità e la periodicità, la tempestività e l’occasionalità, sono cose diverse, in lingua italiana e nell’amministrazione dei territori.
Non può essere l’attenzione mediatica il motore degli interventi. E’ una dinamica che può funzionare nel breve periodo, ma che alla lunga espone la città a figuracce evitabili, soprattutto in un luogo come Isola Bella, dove il valore ambientale e turistico impone standard di interventi diversi e più impegnativi. L’urgenza è quella di cambiare passo. Taormina vive della propria immagine. E non può permettersi di aspettare una ripulitura con il “cronoprogramma”, dopo che uno dei suoi luoghi più iconici della città viene visto dai turisti in uno stato di incuria.
“I litorali di Mazzarò e Mazzeo risultano totalmente fruibili”, e qui facciamo un plauso, ribadendo che il settore ecologia di Asm è fatto di lavoratori capaci, gente in gamba e apprezzabile, che si dà da fare e che noi per primi abbiamo sempre visto all’opera, anche nelle emergenze. Come il 12 febbraio scorso, quando hanno liberato la Via Pirandello in poco tempo da una frana.
Su Isola Bella è un’altra storia. La politica o chi di dovere sino ad oggi ha “dormito”. Per far pulire Isola Bella bastava poco e muoversi in fretta. E non ci sarebbe stato niente di brutto da mostrare ai turisti e nulla di negativo da raccontare. Repetita iuvant: gli amministratori della città devono mettersi in testa che governare Taormina è una cosa seria, non ci si può distrarre mai. Il mondo ci guarda e non si possono fare certe figure. Il resto è un “giochino” di comunicazione: ma su quella forse siamo un pò più bravi di tutti da queste parti ed è inutile affannarsi a rincorrere o perdersi nei botta e risposta.
Se la pulizia di Isola Bella, come annuncia Asm, verrà completata nei prossimi giorni, sarà certamente una buona notizia. Ma è evidente a tutti che sarà un intervento tardivo, perché già molti turisti hanno passeggiato tra i rifiuti e hanno portato a casa una foto di Isola Bella che mostra la bellezza paesaggistica e accanto il disastro di chi aveva l’obbligo di tenerla pulita e non l’ha fatto. Sicuramente per un cronoprogramma sbagliato. Da cestinare.
Intervenire “dopo”, quando il danno è fatto, non è una “marcia in più”, semmai è peggio di una retromarcia. Non funziona così. In un territorio che il mondo ci invidia e considera un “paradiso”, la capacità di custodirlo deve essere la prima regola, non l’eccezione. Qui siamo a Taormina, non a Pietrammare.
Anziché spendere tempo ad autoglorificarsi sul nulla o sprecare energie nella costruzione di narrazioni banali, l’attuale Amministrazione di Taormina rifletta e ne tragga le dovute conseguenze. Veda di cambiare passo e approccio rispetto alle dinamiche del territorio e nei confronti di cittadini e turisti. Anche o soprattutto passando da un salutare bagno di umiltà e da una maggiore consapevolezza dei propri limiti. Quelli che la realtà e i fatti continuano a mostrare in maniera impietosa.


